
Sono più di 1,2 milioni nel solo 2025 gli italiani vittime di una truffa o un tentativo di frode nell’ambito degli investimenti, con un danno medio pari a 1.770 euro. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che ha acceso un faro sulle frodi ai danni degli investitori i quali, secondo le stime, in soli 12 mesi hanno subito perdite complessive per un controvalore superiore agli 1,8 miliardi di euro.
Analizzando i risultati dell’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – e guardando all’identikit di chi è stato vittima di una truffa in ambito finanziario, emergono dati interessanti. Il primo è che il fenomeno colpisce maggiormente il campione maschilerispetto a quello femminile. Dal punto di vista anagrafico, invece, è significativo il fatto che siano i più giovani ad essere presi di mira dai malfattori, in primis i rispondenti con età compresa tra i 18 e i 24 anni.
“La prospettiva di profitti facili e senza rischio, l’illusione di poter guadagnare tanto anche investendo piccole somme, unite all’eccessiva fiducia nelle proprie capacità e, spesso, all’assenza di esperienza, sono tra le ragioni principali per cui questo tipo di truffe fa presa in modo particolare tra i più giovani”, spiegano da Facile.it.
A conferma di ciò anche il dato relativo al livello di istruzione delle vittime, che evidenzia chiaramente come le persone più istruite risultino maggiormente esposte rispetto alla media nazionale.
I canali più utilizzati
Quando si parla di truffe in ambito finanziario o di investimenti, le minacce arrivano più frequentemente tramite messaggi su smartphone (1 volta su 4), attraverso sia i tradizionali SMS, sia le più moderne app di messaggistica istantanea, spesso usate dai malfattori per creare gruppi di conversazione esclusivi dove sedicenti guru condividono con “pochi eletti” i segreti per diventare ricchi investendo denaro.
Il 21% delle truffe passa da finti call center, il 19% tramite siti web, mentre le email di phishing sono usate nel 17,5% dei casi.
Anche i social network sono ormai terreno fertile per i malfattori, che sempre più spesso utilizzano queste piattaforme per fare proseliti e raccogliere potenziali vittime (12%).
Se notoriamente gli italiani sono restii a denunciare i truffatori quando cadono vittima di una truffa, nel momento in cui si parla di frodi in ambito finanziario la percentuale di chi preferisce non dire nulla è addirittura più elevata e arriva al 67%. Le ragioni dietro questo comportamento sono sia di natura psicologica, la vergogna di essere cascati in trappola, sia di natura economica e in particolare l’idea di non riuscire a recuperare i soldi persi.
“Denunciare la truffa è un passo fondamentale non solo per agevolare l’intervento delle Autorità, ma anche per tutelare sé stessi. Le truffe in ambito finanziario spesso comportano la sottrazione di dati personali che possono essere utilizzati dai malfattori in un secondo momento per compiere altri illeciti”, spiega una nota di Facile.it. “Poter contare sul documento di denuncia qualora ci trovassimo in questa situazione ci permetterebbe di dimostrare la nostra estraneità ai fatti o, anche, evitare eventuali conseguenze derivanti dall’uso improprio della nostra identità da parte di terzi”.
I rischi più diffusi e i consigli per non cadere in trappola
Le truffe finanziarie assumono forme diverse, dai classici schemi Ponzi alle frodi legate alle criptovalute, fino ai sofisticati pump&dump, truffe sentimentali e finti guru online. Gli schemi Ponzi promettono rendimenti elevati facendo dipendere i guadagni dal reclutamento di nuovi investitori; le truffe dei wallet dimenticati richiedono pagamenti o accesso ai dispositivi della vittima per impossessarsi dei fondi; i pump&dump gonfiano artificialmente prezzi di azioni o criptovalute sfruttando la paura di perdere l’occasione; le truffe sentimentali combinano inganno affettivo e richieste di investimento; i finti guru vendono corsi costosi senza alcun reale valore. Difendersi è possibile riconoscendo segnali di allarme come promesse di guadagni facili, richieste di soldi da sconosciuti e offerte troppo belle per essere vere.