
Gli italiani utilizzano sempre più l’intelligenza artificiale per informarsi su temi finanziari e assicurativi, ma continuano a preferire il supporto umano quando devono prendere decisioni di investimento. È quanto emerge da una ricerca europea realizzata da Ipsos per conto di OVB Holding.
Secondo l’indagine, il 43% degli italiani utilizza strumenti di AI per raccogliere informazioni e confrontare prodotti finanziari, una quota che sale al 60% tra i giovani tra 18 e 34 anni. Tuttavia, il livello di fiducia resta limitato: solo il 22% dichiara di fidarsi molto delle informazioni fornite dall’intelligenza artificiale.
Quando si tratta di investire, il 75% preferisce affidarsi esclusivamente o prevalentemente a un consulente finanziario, mentre appena il 5% sceglierebbe l’AI come riferimento principale. Tra i fattori che frenano l’utilizzo emergono il timore di raccomandazioni errate, la mancanza di un rapporto personale e la scarsa capacità di considerare le esigenze individuali.
Per il futuro, gli italiani immaginano un modello ibrido. Il 51% ritiene infatti che nei prossimi cinque anni la combinazione tra consulente finanziario e intelligenza artificiale contribuirà a migliorare la qualità della consulenza.
“L’AI sta cambiando il modo in cui le persone s’informano sulle questioni finanziarie, ma non risponde all’esigenza di un orientamento personale. Il nostro compito di consulenti finanziari è contestualizzare le informazioni e sviluppare insieme ai clienti una strategia sostenibile nel lungo termine”, afferma Giovanna Nalin, amministratrice delegata di OVB Italia.
Per Mario Freis, Ceo di OVB Holding, “il futuro della consulenza finanziaria non sta nella scelta tra persone e tecnologia, ma in una combinazione intelligente dei rispettivi punti di forza”.