AI
Nell’industria assicurativa globale, sempre più attraversata da soluzioni di intelligenza artificiale capaci di vendere polizze in autonomia, emerge una linea alternativa che punta a rafforzare – e non a disintermediare – la rete tradizionale.
A oltre tre anni dal lancio di ChatGPT, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro resta parzialmente invisibile nelle statistiche aggregate, ma inizia a emergere in specifici segmenti, soprattutto nei ruoli di base dei settori più vulnerabili.
Il caso Amazon di dicembre 2025 evidenzia la crescente complessità della gestione dei rischi legati agli agenti autonomi. In quell’occasione, ingegneri del colosso statunitense affidarono a Kiro, il loro assistente di codice interno, una semplice correzione di bug su AWS Cost Explorer. L’AI, dotata dei medesimi permessi di un operatore umano, decise di cancellare l’intero ambiente di produzione e ricostruirlo da zero, provocando tredici ore di interruzione in Asia.
L’AI è ovunque, almeno nei discorsi. Nei processi reali delle compagnie assicurative, molto meno. È questa la fotografia impietosa — ma utile — che emerge da un'analisi approfondita del settore condotta da Capco, società di consulenza specializzata, tra le poche in Italia a operare contemporaneamente nell'insurance e nel banking.
In un panorama digitale in rapida trasformazione, i deepfake rappresentano una delle sfide più complesse per imprese e istituzioni. La capacità dell’intelligenza artificiale di generare contenuti audio, video e immagini sempre più realistici sta alimentando nuove forme di frode, disinformazione e impersonation, rendendo cruciale la verifica dell’autenticità dei contenuti digitali.
La corsa all’intelligenza artificiale sta ridefinendo non solo gli equilibri tecnologici ed economici, ma anche quelli assicurativi. I data center, infrastrutture fisiche su cui poggia l’intero ecosistema AI, stanno crescendo in dimensioni, complessità e valore, ponendo interrogativi inediti per il settore delle coperture.
Nel pieno di una trasformazione che sta ridefinendo modelli distributivi e relazione con il cliente, AXA Italia sceglie di rafforzare uno dei suoi asset più strategici: la rete agenziale. Riparte infatti la terza edizione dell’Executive Program “AXA Agenti del Futuro”, sviluppato in partnership con Cetif-Università Cattolica del Sacro Cuore, un percorso che negli ultimi tre anni ha già formato oltre 130 professionisti e che oggi si presenta con una nuova edizione più ampia e strutturata, capace di intercettare le esigenze di un settore in rapido mutamento.
L’industria assicurativa italiana sta entrando in una stagione di trasformazione profonda, in cui l’Intelligenza Artificiale non è più un elemento accessorio ma una leva strutturale di sviluppo. Le elaborazioni dell’Italian Insurtech Association (IIA), basate su un monitoraggio che copre circa l’80% della raccolta premi nazionale, delineano un’accelerazione che sta ridisegnando priorità, investimenti e modelli operativi.
I top manager delle principali compagnie assicurative e dei fondi pensione considerano i rischi tecnologici, e in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale, tra le minacce emergenti più significative per il futuro.
Vittoria hub, primo incubatore insurtech italiano fondato sull'open innovation, lancia la Call for Ideas 2026, puntando a soluzioni concrete, scalabili e tecnologicamente avanzate nel settore assicurativo e dei servizi.
L’intelligenza artificiale è entrata con decisione nella vita quotidiana e nelle strategie delle imprese. Ma mentre la tecnologia promette efficienza e produttività, cresce anche una domanda meno evidente e più scomoda: cosa succede quando gli algoritmi replicano gli stessi stereotipi presenti nella società?
L’automazione dei processi aziendali avanza nelle grandi imprese italiane, sostenuta dall’integrazione sempre più stretta con l’Intelligenza Artificiale. Tuttavia la diffusione delle tecnologie non si accompagna ancora, nella maggior parte dei casi, a una piena maturità organizzativa e strategica. È la fotografia scattata dalla ricerca dell’Osservatorio Intelligent Business Process Automation della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno “European Firms’ Digital Journey: from future-proof foundations to Agentic Automation”.
L’ultima edizione dell’Acronis Cyberthreats Report dedicata al secondo semestre 2025 restituisce un quadro netto: la superficie d’attacco globale continua ad ampliarsi, mentre gli attori malevoli accelerano l’adozione dell’intelligenza artificiale per rendere più rapide, scalabili e incisive le proprie operazioni.
L’assicurazione cambia pelle e, silenziosamente, cambia funzione: da prodotto autonomo a servizio che si attiva nel momento esatto in cui serve, all’interno delle piattaforme digitali che i clienti già utilizzano per acquistare, viaggiare, spostarsi o gestire servizi essenziali. È questa la traiettoria dell’Embedded Insurance potenziata dall’Intelligenza Artificiale, un modello che non si limita a ripensare la distribuzione ma interviene nel cuore stesso dei processi assicurativi, trasformando la polizza in un elemento integrato e contestuale dell’esperienza.
Il settore assicurativo italiano si appresta a varcare una soglia decisiva, segnando il passaggio definitivo da una fase di esplorazione tecnologica a una di consolidamento strutturale. Milano si conferma l’epicentro di questa trasformazione ospitando, il prossimo 26 marzo presso Le Village by CA, la terza edizione di "AI & Insurtech", l’appuntamento di riferimento promosso dall’Italian Insurtech Association.