
Un nuovo report di Allianz Commercial evidenzia che, in uno scenario globale sempre più instabile, la guerra è oggi percepita dalle imprese come il principale rischio, superando disordini civili e terrorismo. La crescente tensione geopolitica, con particolare riferimento ai conflitti in Europa e Medio Oriente, sta influenzando commercio internazionale, stabilità politica e sicurezza delle aziende.
A livello globale, oltre la metà delle imprese considera la guerra la minaccia principale, con valori più alti in Europa e Asia-Pacifico. Disordini civili e terrorismo seguono nella lista dei rischi percepiti. Le tensioni internazionali contribuiscono anche a peggiorare le catene di approvvigionamento, aumentare l’esposizione a cyberattacchi e ampliare il rischio di sabotaggi.
Negli ultimi anni l’esposizione delle imprese ai rischi legati ai conflitti è aumentata in modo significativo, con possibili impatti assicurativi rilevanti soprattutto nel settore della violenza politica e del terrorismo. In alcune aree, come il Regno Unito, l’attenzione si concentra maggiormente sugli effetti indiretti della violenza politica, come terrorismo, sabotaggi e interferenze governative, oltre alla disinformazione.
Il report segnala inoltre un numero elevato di episodi di scioperi e disordini civili negli ultimi cinque anni, spesso legati a pressioni economiche e costo della vita. Sebbene la maggior parte degli eventi sia pacifica, alcuni hanno generato danni economici rilevanti.
Crescono anche gli atti di sabotaggio contro infrastrutture critiche, con impatti soprattutto operativi più che fisici. Nel complesso, l’instabilità geopolitica e le pressioni economiche stanno ampliando l’esposizione globale ai rischi politici, con il principale rischio individuato nelle interruzioni delle attività aziendali e nella continuità operativa.