Guerra
L’amministrazione statunitense sta esplorando l’ipotesi di legare la protezione navale nello Stretto di Hormuz a un programma assicurativo gestito dal governo, secondo fonti vicine alle discussioni.
Con l’esplosione del conflitto in Iran, i prezzi della benzina e del diesel hanno registrato incrementi significativi in tutta Europa. Tuttavia, l’Italia si distingue per aumenti contenuti rispetto a molti Paesi dell’Eurozona.
Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione il settore delle assicurazioni specializzate, ma secondo la società di rating Moody’s, le perdite rimarrebbero gestibili per gli assicuratori più grandi e diversificati, a patto che le ostilità siano di breve durata.
Il conflitto in Medio Oriente sta già producendo effetti tangibili nel settore assicurativo globale. Secondo quanto riportato da Reinsurance News, diversi esperti del gruppo di brokeraggio assicurativo internazionale Aon osservano una rivalutazione del rischio quasi in tempo reale, con mercati assicurativi che stanno adeguando prezzi e condizioni mentre gli eventi geopolitici continuano a evolversi.
Bastano due giorni, a volte, per riscrivere le previsioni economiche. È quanto accaduto nei primi giorni di marzo, quando i dati rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno mostrato un'accelerazione dei prezzi dei carburanti più rapida di quanto gli analisti si aspettassero.
Gli Stati Uniti, attraverso la U.S. International Development Finance Corporation (DFC) e il Dipartimento del Tesoro, hanno annunciato un’iniziativa volta a fornire riassicurazione marittima, inclusi rischi di guerra, nel Golfo Persico, approvata dal Presidente Donald Trump.
Le tensioni internazionali e i conflitti armati tornano a pesare sui conti del settore assicurativo globale, in particolare su quello legato ai rischi marittimi e commerciali. Secondo quanto riportato dal Times del 6 marzo 2026, il conflitto in corso in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per gli assicuratori, soprattutto se l’escalation militare dovesse intensificarsi nelle aree strategiche per il traffico energetico mondiale.
Dal 28 febbraio, con il rapido deterioramento del quadro di sicurezza in Medio Oriente, International SOS – realtà globale specializzata nella gestione dei rischi per la sicurezza e la salute della forza lavoro – ha visto aumentare in modo significativo il volume delle richieste di supporto. In pochi giorni, la società ha gestito più di 2.560 richieste di assistenza, molte delle quali legate a esigenze di sicurezza, valutazioni operative e procedure di evacuazione.
L’intensificarsi delle tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran sta esercitando una pressione significativa sui mercati energetici globali. Al momento non si registrano interruzioni rilevanti delle forniture, ma lo Stretto di Hormuz, nodo strategico attraverso cui transita circa il 20% del petrolio consumato nel mondo, resta una potenziale fonte di shock economico qualora il conflitto dovesse protrarsi.
L’inasprirsi delle tensioni militari in Medio Oriente sta riaccendendo i riflettori su uno dei nodi più delicati del commercio energetico globale: lo Stretto di Hormuz. In questo scenario, il settore assicurativo internazionale si muove rapidamente per evitare che l’escalation comprometta la continuità dei traffici marittimi.
L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con attacchi e rappresaglie che hanno coinvolto Iran, Israele, Iraq, Giordania, Cipro e diversi Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, sta generando crescenti preoccupazioni nel settore della riassicurazione. Tuttavia, secondo Standard & Poor's, la solidità patrimoniale delle compagnie appare sufficiente a contenere l’impatto sul merito di credito.
La Danimarca si prepara a proteggere la propria flotta commerciale con un piano straordinario da un miliardo di dollari per coprire i rischi di guerra, in un contesto geopolitico sempre più instabile.
Il broker McGill and Partners ha introdotto un programma innovativo di riassicurazione contro il rischio di guerra per l'Ucraina, il primo del suo genere dopo l'invasione russa nel febbraio 2022.
Il settore assicurativo europeo si sta dimostrando resiliente di fronte alla crisi geopolitica scatenata dalla guerra tra Russia e Ucraina e dalla conseguente incertezza sulle forniture energetiche, così come dalle criticità delle supply chain legate alla Cina che stanno colpendo il settore manifatturiero. Si tratta di fattori che hanno avuto un impatto sul Pil dei paesi europei, sugli indici dei prezzi al consumo e sui tassi a lungo termine.
Il broker globale Arthur J Gallagher sostiene che il conflitto in corso tra Russia e Ucraina potrebbe causare al settore aviation perdite sette volte superiori all’importo complessivo dei danni provocati dagli attacchi aerei al World Trade Center (WTC) nel 2001.
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