Guerra
La tregua tra Stati Uniti e Iran non è sufficiente a riportare l'economia mondiale su un percorso di normalità. Secondo Coface, gli effetti del conflitto in Medio Oriente continuano a pesare sulle catene di approvvigionamento, sull'inflazione e sulla crescita globale, spingendo il gruppo a rivedere al ribasso la valutazione di otto Paesi e a modificare 45 valutazioni settoriali, di cui 41 in peggioramento e solo quattro in miglioramento.
Nel mercato assicurativo marittimo legato al rischio guerra nello Stretto di Hormuz si apre una fase di equilibrio instabile, segnata da una tregua di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran che non ha ancora riportato condizioni operative normali. I dati sul traffico marittimo indicano una contrazione significativa dei transiti, con appena cinque navi registrate il 1° luglio 2026 contro una media pre-crisi superiore alle cento unità giornaliere, mentre il livello di rischio resta elevato e la presenza di mine nel corridoio centrale continua a rappresentare un fattore di incertezza.
La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz ha immobilizzato oltre 1.200 navi con carichi per un valore stimato di 125 miliardi di dollari, confermando la vulnerabilità dei principali corridoi marittimi globali.
Nel mercato assicurativo internazionale non si registrano cambiamenti immediati dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran. L’analisi arriva da David Kinzel, Political Risk U.S. Practice Leader di Aon.
La nuova ondata di droni e missili attribuita all’Iran ha colpito nelle prime ore di mercoledì infrastrutture civili tra Kuwait e Bahrain, segnando un ulteriore salto di intensità nel conflitto regionale e riaprendo in modo diretto il tema della tenuta delle coperture war risk nel mercato assicurativo internazionale.
Un nuovo report di Allianz Commercial evidenzia che, in uno scenario globale sempre più instabile, la guerra è oggi percepita dalle imprese come il principale rischio, superando disordini civili e terrorismo. La crescente tensione geopolitica, con particolare riferimento ai conflitti in Europa e Medio Oriente, sta influenzando commercio internazionale, stabilità politica e sicurezza delle aziende.
Le festività del 25 aprile e del 1 maggio 2026 arrivano in un contesto internazionale segnato dalle tensioni legate al conflitto in Iran, con effetti diretti anche sulle abitudini di viaggio degli italiani. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, sono 13,5 milioni le persone che hanno modificato i propri programmi: 8,1 milioni hanno rinunciato a partire, mentre 5,4 milioni hanno cambiato destinazione pur senza rinunciare alla vacanza.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno contribuendo a rafforzare il rischio cyber a livello globale, ma il mercato delle assicurazioni informatiche continua a muoversi in una fase di “soft market”, caratterizzata da crescita moderata dei premi e ampia capacità disponibile. È quanto emerge da un’analisi di Morningstar DBRS, che evidenzia come la dinamica attuale del settore resti stabile, almeno in assenza di eventi di perdita sistemica rilevante.
La crescita di sinistri legati a eventi bellici al di fuori delle tradizionali aree ad alto rischio sta spingendo il mercato assicurativo marittimo a riconsiderare profondamente l’impostazione delle coperture. Il segnale arriva dal settore underwriting, dove si registra una crescente preoccupazione per un approccio ancora troppo legato al prezzo e poco attento alla reale estensione delle polizze.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano al centro dello scenario geopolitico internazionale, con la possibilità di un’estensione della tregua di due settimane per guadagnare tempo nei negoziati di pace, mentre prosegue lo stallo sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di petrolio e gas.
La tensione crescente tra Iran e Stati Uniti continua a destabilizzare i mercati energetici e finanziari, con effetti immediati sulle spese quotidiane delle famiglie italiane.
La crisi in Medio Oriente presenta un conto sempre più salato per il trasporto aereo mondiale, con effetti che si propagano lungo tutta la filiera, dal carburante alle tariffe, fino alla sostenibilità economica dei vettori. L’analisi diffusa da Coface fotografa un sistema sotto stress, dove la dimensione energetica si intreccia con quella geopolitica e assicurativa, ridefinendo gli equilibri del settore.
Le tensioni persistenti in Medio Oriente stanno ridefinendo in profondità gli equilibri del settore aeronautico, mettendo in evidenza una crescente interdipendenza tra rischio geopolitico, resilienza operativa e strumenti assicurativi. A fare il quadro della situazione per Reinsurance News è Stephen Rudman, Head of Marine e Regional Aviation Lead for Asia di Aon, che analizza un contesto sempre più complesso per i vettori, in particolare nell’area asiatica.
La tregua di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran, accompagnata dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha subito un impatto positivo sui mercati energetici, con il Brent sotto i 95 dollari al barile e il gas europeo ad Amsterdam sotto i 45 euro/MWh, grazie alla riduzione del premio geopolitico accumulato nelle settimane precedenti.
Il rinnovo del taglio sulle accise torna al centro dell’attenzione mentre si attende il decreto del Governo: secondo le stime diffuse da Facile.it, in assenza della proroga gli italiani potrebbero sostenere nel solo mese di aprile un aggravio complessivo di circa 880 milioni di euro rispetto alla spesa registrata a febbraio, prima dell’escalation dei prezzi legata al conflitto.
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