
La tregua di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran, accompagnata dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha subito un impatto positivo sui mercati energetici, con il Brent sotto i 95 dollari al barile e il gas europeo ad Amsterdam sotto i 45 euro/MWh, grazie alla riduzione del premio geopolitico accumulato nelle settimane precedenti.
Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, il ribasso del greggio determina un calo della componente industriale dei carburanti pari a circa 8,4 centesimi al litro. Per le famiglie il beneficio è contenuto ma concreto: su un consumo di 60 litri nelle prossime due settimane il risparmio si attesta intorno ai 5 euro, superando i 10 euro con 120 litri.
L’impatto più rilevante si registra sul sistema produttivo. Il calo del gas di circa 9 euro per megawattora consente a una piccola impresa con consumi di 25 MWh di risparmiare circa 220 euro in due settimane, mentre per aziende più energivore con 100 MWh il beneficio sfiora i 900 euro. Anche il comparto dell’autotrasporto registra vantaggi concreti: con un consumo medio di 625 litri per camion in due settimane, il ribasso dei prezzi comporta un risparmio di circa 52 euro per mezzo, che sale a 260 euro per una flotta di cinque camion e supera i 500 euro per dieci mezzi. Un alleggerimento significativo in un settore ad alta intensità di carburante, con effetti diretti sui costi di trasporto e sui prezzi finali dei beni.
Il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, osserva che “la tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz rappresentano un segnale incoraggiante che si riflette subito sui costi dell’energia e, di conseguenza, sui bilanci di famiglie e imprese. Anche se si tratta di un primo passo e serve prudenza, il calo di petrolio e gas offre un sollievo concreto, soprattutto per le PMI e per il settore dei trasporti. È importante consolidare questo scenario, perché stabilità e prezzi energetici più sostenibili sono condizioni essenziali per sostenere crescita e competitività”.
Oltre ai risparmi diretti, la tregua riduce l’incertezza e permette alle imprese di pianificare con maggiore stabilità approvvigionamenti e logistica, migliorando il clima di fiducia e la gestione delle catene di fornitura. Pur limitata a due settimane, la finestra di distensione evidenzia come anche un periodo temporaneo di stabilità internazionale possa produrre effetti economici immediati e concreti, alleggerendo i costi per famiglie e imprese e creando margini per un possibile consolidamento dei benefici.