Iran
I premi assicurativi contro il rischio guerra per le navi in transito nello Stretto di Hormuz sono tornati a crescere dopo il fallimento del cessate il fuoco che aveva accompagnato il memorandum d'intesa siglato a giugno tra Stati Uniti e Iran. La ripresa delle ostilità, con nuovi attacchi contro il traffico commerciale, ha riportato elevata incertezza sul principale corridoio marittimo per il trasporto di petrolio e gas.
La tregua tra Stati Uniti e Iran non è sufficiente a riportare l'economia mondiale su un percorso di normalità. Secondo Coface, gli effetti del conflitto in Medio Oriente continuano a pesare sulle catene di approvvigionamento, sull'inflazione e sulla crescita globale, spingendo il gruppo a rivedere al ribasso la valutazione di otto Paesi e a modificare 45 valutazioni settoriali, di cui 41 in peggioramento e solo quattro in miglioramento.
Nel mercato assicurativo marittimo legato al rischio guerra nello Stretto di Hormuz si apre una fase di equilibrio instabile, segnata da una tregua di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran che non ha ancora riportato condizioni operative normali. I dati sul traffico marittimo indicano una contrazione significativa dei transiti, con appena cinque navi registrate il 1° luglio 2026 contro una media pre-crisi superiore alle cento unità giornaliere, mentre il livello di rischio resta elevato e la presenza di mine nel corridoio centrale continua a rappresentare un fattore di incertezza.
La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz ha immobilizzato oltre 1.200 navi con carichi per un valore stimato di 125 miliardi di dollari, confermando la vulnerabilità dei principali corridoi marittimi globali.
Nel mercato assicurativo internazionale non si registrano cambiamenti immediati dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran. L’analisi arriva da David Kinzel, Political Risk U.S. Practice Leader di Aon.
L’Iran avrebbe avviato un nuovo servizio di assicurazione per il transito navale nello Stretto di Hormuz, basato su pagamenti in Bitcoin. La misura, riportata dall’agenzia semi-ufficiale Fars e citata da documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze iraniano, riguarderebbe le compagnie di navigazione nazionali impegnate nel passaggio attraverso una delle rotte energetiche più sensibili al mondo.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano al centro dello scenario geopolitico internazionale, con la possibilità di un’estensione della tregua di due settimane per guadagnare tempo nei negoziati di pace, mentre prosegue lo stallo sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di petrolio e gas.
La tensione crescente tra Iran e Stati Uniti continua a destabilizzare i mercati energetici e finanziari, con effetti immediati sulle spese quotidiane delle famiglie italiane.
La tregua di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran, accompagnata dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha subito un impatto positivo sui mercati energetici, con il Brent sotto i 95 dollari al barile e il gas europeo ad Amsterdam sotto i 45 euro/MWh, grazie alla riduzione del premio geopolitico accumulato nelle settimane precedenti.
L’escalation militare in Medio Oriente sta producendo effetti immediati e profondi sui mercati delle materie prime, riaprendo uno scenario di forte instabilità lungo le principali catene di approvvigionamento globali.
L’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran sta producendo effetti immediati e profondi sul mercato globale delle assicurazioni marittime, mettendo sotto tensione anche un pilastro storico come Lloyd’s of London.
L’escalation del conflitto che coinvolge l’Iran sta mettendo sotto pressione il mercato globale delle assicurazioni aviation, con effetti attesi su underwriting, pricing e gestione dei rischi, soprattutto nei principali hub aeroportuali, secondo quanto riportato da Insurance Business.
L’amministrazione statunitense sta esplorando l’ipotesi di legare la protezione navale nello Stretto di Hormuz a un programma assicurativo gestito dal governo, secondo fonti vicine alle discussioni.
Con l’esplosione del conflitto in Iran, i prezzi della benzina e del diesel hanno registrato incrementi significativi in tutta Europa. Tuttavia, l’Italia si distingue per aumenti contenuti rispetto a molti Paesi dell’Eurozona.
Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione il settore delle assicurazioni specializzate, ma secondo la società di rating Moody’s, le perdite rimarrebbero gestibili per gli assicuratori più grandi e diversificati, a patto che le ostilità siano di breve durata.