
Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione il settore delle assicurazioni specializzate, ma secondo la società di rating Moody’s, le perdite rimarrebbero gestibili per gli assicuratori più grandi e diversificati, a patto che le ostilità siano di breve durata.
Mentre il conflitto in Medio Oriente aumenta i rischi geopolitici e per le assicurazioni specialistiche, ci aspettiamo che le perdite siano probabilmente contenute per gli assicuratori ben diversificati, a meno che le ostilità non diventino prolungate o non si intensifichino significativamente”, spiegano gli analisti.
Secondo Moody’s, lo scenario più probabile è che la crisi duri solo poche settimane, permettendo così la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz, al momento bloccato. Tuttavia, se il conflitto dovesse protrarsi, il rischio di perdite maggiori e più complesse cresce, soprattutto considerando la concentrazione di asset di alto valore nella regione, superiore ad altre recenti tensioni geopolitiche come l’invasione russa dell’Ucraina.
Le clausole di esclusione in caso di guerra offrono una certa protezione agli assicuratori, ma potrebbero sorgere sfide legali in alcuni casi. I rischi maggiori riguardano assicurazioni marittime, aviazione e danni da violenza politica, poiché attacchi missilistici e droni possono interrompere trasporti cruciali nella regione del Golfo. I marine insurer si trovano ad affrontare rischi elevati: navi esposte a danni, detenzioni o possibili richieste di risarcimento in caso di blocchi prolungati. Allo stesso tempo, gli assicuratori del settore aviation vedono un’esposizione crescente, soprattutto per gli aerei a terra negli aeroporti principali, ma mantengono la possibilità di riallocare rapidamente i rischi se la situazione peggiora.
Moody’s evidenzia anche l’incertezza legale crescente relativa a coperture per violenza politica, terrorismo, scioperi e disordini civili, dove spesso è difficile distinguere tra guerra, terrorismo e disordini interni. “La crescente domanda per questa copertura sostiene i ricavi degli assicuratori ma aumenta anche l’esposizione se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente”, aggiungono gli esperti, sottolineando che il settore deve rimanere pronto a rispondere a scenari estremi ma poco frequenti.