
Il rinnovo del taglio sulle accise torna al centro dell’attenzione mentre si attende il decreto del Governo: secondo le stime diffuse da Facile.it, in assenza della proroga gli italiani potrebbero sostenere nel solo mese di aprile un aggravio complessivo di circa 880 milioni di euro rispetto alla spesa registrata a febbraio, prima dell’escalation dei prezzi legata al conflitto.
Il dato si inserisce in una dinamica già evidente a marzo, quando, nonostante lo sconto di 24,4 centesimi al litro ancora in vigore, il costo per i rifornimenti è cresciuto in modo significativo; sempre secondo l’analisi, gli automobilisti hanno speso circa 470 milioni di euro in più rispetto al mese precedente, con un impatto particolarmente marcato sul diesel, che da solo ha inciso per 372 milioni, mentre la benzina ha pesato per circa 97 milioni.
Alla base delle stime vi è il confronto tra i consumi rilevati a febbraio 2026 – pari a 655.000 tonnellate di benzina e 1,11 milioni di tonnellate di gasolio – e l’andamento dei prezzi alla pompa; se a febbraio la spesa complessiva si attestava intorno ai 3,7 miliardi di euro, a marzo, a parità di volumi, il conto è salito a quasi 4,2 miliardi, segnando un incremento del 12%, mentre per aprile, senza interventi correttivi, la cifra potrebbe toccare i 4,6 miliardi, con ulteriori margini di crescita legati sia alla volatilità dei prezzi sia all’aumento stagionale dei consumi in concomitanza con le festività pasquali.
L’evoluzione dei listini conferma la pressione sul comparto energetico: il prezzo medio della benzina è passato da 1,65 euro al litro di febbraio a 1,77 euro a marzo, mentre il diesel ha registrato un balzo più marcato, da 1,70 a 1,98 euro al litro, superando stabilmente la soglia dei 2 euro nelle ultime settimane; una dinamica che si riflette anche nelle rilevazioni aggiornate al 1° aprile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, secondo cui in modalità self service sulla rete stradale la benzina ha raggiunto 1,754 euro al litro, in aumento del 5% rispetto ai livelli pre-conflitto, mentre il gasolio si attesta a 2,076 euro, segnando un incremento del 21%.
Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati, con la benzina a 1,821 euro al litro e il diesel a 2,142 euro, a conferma di un quadro che resta critico per famiglie e imprese; in questo contesto, la decisione sull’eventuale proroga del taglio delle accise assume un peso rilevante non solo in termini di potere d’acquisto, ma anche per le ricadute più ampie sull’inflazione e sui consumi, mentre il mercato continua a muoversi in equilibrio precario tra tensioni internazionali e interventi di politica economica.