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Intermediari assicurativi e RC professionale: il CESIA fotografa un decennio di rischi crescenti tra consulenza, obblighi informativi e frodi

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Mercoledì, 3 Giugno, 2026 - 09:32
Autore: Gillespie

Il sistema dell’intermediazione assicurativa in Italia continua a mostrare segnali di crescente complessità sul fronte della responsabilità civile professionale. È quanto emerge dalla decima edizione dell’Annual Report del CESIA, il Centro Studi sulla Intermediazione Assicurativa degli Intermediari promosso da CGPA Europe, recentemente presentato a Roma.

L’analisi dei sinistri denunciati dagli intermediari evidenzia un’evoluzione strutturale dei rischi, con un progressivo spostamento verso aree legate alla consulenza e alla gestione delle reti.

Il primo elemento che emerge con maggiore evidenza riguarda l’incremento dei sinistri riconducibili a presunti difetti di consiglio, consulenza e informativa. Si tratta di una tipologia che ha progressivamente superato, per rilevanza sistemica, gli errori di natura amministrativa o gestionale, riflettendo il ruolo sempre più centrale assunto dagli intermediari nella catena distributiva e l’aumento delle responsabilità connesse.

A incidere su questa dinamica sono diversi fattori convergenti: il rafforzamento delle tutele normative a favore della clientela, la crescente consapevolezza degli assicurati rispetto agli obblighi informativi degli intermediari, la maggiore complessità dei prodotti assicurativi e la difficoltà crescente nella tracciabilità della relazione consulenziale. Un insieme di elementi che, nel tempo, ha contribuito a rendere più esposto il perimetro professionale degli operatori.

“Prevenire anziché gestire ex post”, afferma CGPA Europe, compagnia specializzata nell’assicurazione della responsabilità civile professionale degli intermediari assicurativi,sintetizzando l’approccio che guida da anni le attività di formazione e prevenzione del rischio. In questa prospettiva, il CESIA rappresenta lo strumento attraverso cui viene analizzata l’evoluzione delle responsabilità professionali e dei relativi profili di esposizione.

Un secondo fronte critico riguarda i sinistri derivanti da comportamenti fraudolenti dei collaboratori degli intermediari, in particolare quelli iscritti alla sezione E del RUI. 

I dati evidenziano una crescita significativa nell’ultimo decennio: dal 17,65% del totale dei sinistri nel 2016 si è passati al 21,50% nel 2026 per numero, con un incremento ancora più marcato in termini economici, dal 22,50% al 28,90%, fino a sfiorare un terzo del valore complessivo.

Secondo il CESIA, tra i fattori che alimentano questa dinamica figurano l’elevato numero di collaboratori attivi in Italia rispetto ad altri Paesi europei, l’insufficienza dei presidi organizzativi e di controllo, la diffusione di fenomeni di riciclaggio che facilitano la gestione di flussi di contante e la crescente sofisticazione delle frodi documentali, anche grazie all’uso di strumenti tecnologici.

Particolare attenzione viene inoltre riservata all’evoluzione del quadro giurisprudenziale. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione del 16 marzo 2026, n. 5911, ha infatti riconosciuto la responsabilità solidale delle compagnie assicurative insieme agli intermediari per gli illeciti commessi dai subagenti, introducendo un elemento destinato a incidere sull’organizzazione e sul governo delle reti distributive.

Il tema della responsabilità delle reti secondarie si conferma così uno dei punti più delicati per il settore, anche alla luce del crescente divario tra le pratiche di controllo adottate nell’intermediazione assicurativa e gli standard già consolidati nell’industria dei servizi finanziari. Il CESIA sottolinea la necessità di rafforzare i sistemi di governance e di coinvolgere in modo più diretto le compagnie mandanti nei processi di supervisione.

In questo contesto si inserisce il programma di prevenzione promosso da CGPA Europe, che punta a rafforzare la capacità degli intermediari di identificare e gestire i propri profili di rischio. L’approccio si basa su un insieme di strumenti operativi che comprendono la formazione, l’analisi dei comportamenti a maggiore esposizione, l’adeguamento alle evoluzioni normative e l’introduzione di sistemi di tracciabilità più strutturati della consulenza resa al cliente.

“Questo approccio consentirà, nel tempo, di dimostrare l’adeguatezza del consiglio fornito al cliente”, afferma CGPA Europe, ribadendo il ruolo della documentazione e della formalizzazione delle attività consulenziali come elemento centrale nella prevenzione del contenzioso.

Il CESIA si conferma così un osservatorio privilegiato sull’evoluzione dei rischi dell’intermediazione assicurativa, in un contesto in cui l’aumento delle responsabilità professionali, la trasformazione delle reti distributive e la crescente sofisticazione delle frodi rendono sempre più centrale il tema della prevenzione strutturata e del controllo dei processi operativi lungo tutta la filiera.

Tag: 
CESIA

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