
In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, protezionismi intermittenti e flussi commerciali in trasformazione, il recupero dei crediti commerciali diventa un esercizio sempre più impegnativo. La quarta edizione del Collection Complexity Score and Rating di Allianz Trade fotografa con precisione questa difficoltà crescente: nel 2026 l’indice globale si attesta a 47,2 su 100, un livello definito “significativo” e che conferma come metà dei crediti commerciali mondiali sia oggi esposta a un rischio elevato o molto elevato.
L’Italia si colloca in linea con la media internazionale, con uno score di 46/100, penalizzata soprattutto dai ritardi nei pagamenti e dalle lungaggini giudiziarie. Nonostante un quadro normativo formalmente rigoroso, le imprese italiane continuano a mostrare abitudini di pagamento fragili e tempi medi di incasso lunghi: nel 2024 il DSO (Days Sales Outstanding) delle società quotate ha raggiunto i 73 giorni, segnale evidente di come il ritardo venga spesso utilizzato come leva finanziaria.
Le procedure giudiziarie, poi, restano un percorso a ostacoli: costi elevati, tempistiche dilatate e difficoltà nell’esecuzione delle sentenze spingono le aziende a privilegiare soluzioni pre-legali, dalla negoziazione ai piani di rientro. Anche sul fronte delle insolvenze, nonostante il rafforzamento degli strumenti introdotti dal Codice della Crisi d’Impresa, la Liquidazione Giudiziale rimane la via più battuta, con recuperi limitati per i creditori chirografari e tempi che possono estendersi per anni.
Per gli esportatori italiani, inoltre, alcuni mercati chiave presentano livelli di complessità ben superiori alla media: Cina (66/100), Slovacchia (59/100), India (57/100), Stati Uniti (56/100) e Repubblica Ceca (53/100) richiedono particolare prudenza. A livello globale, la distribuzione del rischio mostra un lieve miglioramento rispetto al 2022, con una riduzione dei Paesi classificati come “Molto Alto” e “Alto”. Tuttavia, l’aumento delle insolvenze, la frammentazione geopolitica e i rischi digitali mantengono elevata la pressione sulle imprese.
Lo sottolinea Fabrice Desnos, membro del Board di Allianz Trade e responsabile credit intelligence, reinsurance e surety, osservando che “il 48% dei crediti commerciali internazionali si trovi in Paesi con una complessità di riscossione Alta e Molto Alta” e aggiungendo che “le procedure di insolvenza continuano a rappresentare la componente principale della complessità di recupero in tutte le Regioni”. Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti restano i mercati più difficili per il recupero dei crediti, mentre Germania, Paesi Bassi e Portogallo risultano i più favorevoli.