
Allianz Trade, cicli di cassa più lunghi: nel 2025 servono 67 giorni per trasformare la liquidità spesa in liquidità incassata
Il nuovo report annuale di Allianz Trade sui Days Sales Outstanding e sul Cash Conversion Cycle conferma un rallentamento strutturale nella capacità delle imprese di trasformare la liquidità impiegata nelle attività operative in cassa generata dalle vendite. Il CCC globale sale a 67 giorni nel 2025, oltre tre giorni sopra la media decennale, segnando un plateau che riflette un cambiamento profondo nelle strategie di gestione delle scorte.
La dinamica è chiara: le aziende stanno privilegiando la resilienza rispetto all’efficienza. Il passaggio dal modello just‑in‑time al just‑in‑case comporta scorte più elevate e capitale immobilizzato più a lungo. “I Days Inventory Outstanding spiegano ormai quasi l’80% del livello del CCC”, osserva Maxime Lemerle, Lead Analyst for Insolvency Research di Allianz Trade. “Le supply chain non sono più ottimizzate esclusivamente per il costo, ma sempre più progettate per sicurezza, resilienza e opportunità”. Il DIO globale si attesta infatti a 53 giorni, stabile rispetto al 2024 ma ben sopra la media pre‑pandemia di 48 giorni.
In questo scenario, i termini di pagamento non aggravano ulteriormente la pressione: il DSO cresce solo di 0,3 giorni, raggiungendo 56,5 giorni e mantenendosi sotto i livelli pre‑pandemia. Tuttavia, la fotografia settoriale mostra una divergenza crescente. Un quarto delle imprese opera con un CCC inferiore a 43 giorni, mentre un altro quarto supera i 107 giorni. Dodici dei venti settori analizzati registrano un allungamento del ciclo, con automotive (+4 giorni), carta, metalli e tessile (+3 giorni) in testa. Al contrario, mezzi di trasporto (‑6 giorni), computer e telecomunicazioni (‑4 giorni) ed energia (‑3 giorni) riducono i tempi di conversione. “Le industrie più esposte alla frammentazione della supply chain hanno aumentato i buffer di magazzino”, aggiunge Lemerle, “mentre settori strategici come energia e infrastrutture digitali beneficiano di maggiore potere di prezzo, robusta generazione di cassa e politiche industriali favorevoli”.
Guardando al 2026, Allianz Trade prevede un incremento contenuto del CCC. La crisi tra Stati Uniti e Iran limita la capacità di assorbire ulteriori aumenti del DIO, mentre la spesa privata in infrastrutture per l’intelligenza artificiale e data center sostiene comparti come computer, telecomunicazioni, software e IT. Le misure per rafforzare sicurezza energetica e scorte strategiche, insieme agli effetti diretti del conflitto, dovrebbero spingere il DIO globale in aumento di circa due giorni. “Stimiamo che ogni giorno aggiuntivo di DIO si traduca in un incremento di 1,16 giorni del CCC a livello globale”, conclude Lemerle, ricordando come il valore sia molto distante dal picco del 2022, quando il ciclo aumentò di cinque giorni.