
L’Austria accelera sulla sicurezza energetica mentre cresce il rischio del cosiddetto “peak water”, il punto in cui lo scioglimento dei ghiacciai smetterà di aumentare la disponibilità d’acqua e inizierà a ridurla in modo strutturale.
Come riferisce Insurance Journal, gli scienziati avvertono che il sistema alpino sta cambiando rapidamente e che il modello idroelettrico nazionale potrebbe perdere una parte decisiva della sua stabilità.
Francesca Pellicciotti, glaciologa presso l’Institute of Science and Technology Austria, ha dichiarato: “quasi tutti i ghiacciai stanno perdendo massa, questo è consenso. Ci sarà meno acqua per l’idroelettrico a un certo punto”. Il punto è rilevante perché Verbund AG, controllata statale e seconda società quotata del Paese, produce circa il 90% della sua elettricità da idroelettrico e rappresenta un pilastro del sistema energetico nazionale.
Il problema è che le condizioni idrologiche stanno cambiando e con esse la prevedibilità della produzione, con precipitazioni sempre più spesso sotto forma di pioggia invece che neve, maggiore variabilità stagionale e alternanza tra siccità e precipitazioni intense che rendono più instabile la gestione dei bacini.
Questa instabilità ha già effetti finanziari, tanto che S&P Global Ratings ha declassato Verbund da A+ ad A citando condizioni idriche più deboli e prospettive di produzione in calo, con pressione sugli utili attesa tra il 2026 e il 2027 e un coefficiente di generazione sceso a 0,79 nel 2025. Nel frattempo il gruppo continua a investire oltre 2 miliardi di euro in reti e rinnovabili, ma l’aumento del debito previsto entro il 2028 e la riduzione dei flussi di cassa legati alla minore produzione idrica stanno ridisegnando il profilo di rischio.
Le proiezioni indicano che il “picco” delle risorse idriche potrebbe arrivare entro i prossimi due decenni, con una fase iniziale in cui lo scioglimento accelerato dei ghiacciai aumenta temporaneamente i flussi, seguita da una inversione strutturale attesa intorno al 2040 quando la massa glaciale non sarà più sufficiente a sostenere i fiumi nei mesi critici. Per questo il governo austriaco sta spingendo su una riforma accelerata della transizione energetica attraverso il Renewable Energy Expansion Acceleration Act, che secondo il Ministro dell’Economia Wolfgang Hattmannsdorfer introdurrà “una legge, un’autorità, una decisione” per velocizzare autorizzazioni e sviluppo di eolico, solare e infrastrutture di rete.
La Sottosegretaria all’Energia Elisabeth Zehetner ha sottolineato che “in tempi di incertezza globale non dobbiamo permettere ritardi nella produzione energetica domestica”, mentre il dibattito politico resta aperto tra il Freedom Party contrario all’espansione eolica e i Verdi favorevoli a obiettivi più ambiziosi.
Anche Verbund sta adattando la propria strategia puntando su eolico, solare, sistemi di accumulo e diversificazione geografica in Europa per ridurre la dipendenza dalle condizioni idrologiche locali. Il tema centrale resta però il tempo perché, come ricorda Pellicciotti, “la domanda chiave è quando arriverà il peak water”, e una volta superata quella soglia il contributo dei ghiacciai inizierà a diminuire in modo irreversibile, con effetti che potrebbero ridefinire l’intero equilibrio energetico austriaco ed europeo.