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Bollette luce e gas, 2,9 milioni di italiani vittime di truffe: danni per quasi 650 milioni

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Mercoledì, 19 Agosto, 2026 - 07:55
Autore: Araldo

Sono 2,9 milioni gli italiani che nell'ultimo anno sono rimasti vittime di una truffa o di un tentativo di frode legato alle bollette di luce e gas, per un danno complessivo stimato in quasi 650 milioni di euro. A fotografare il fenomeno è un'indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, dalla quale emerge anche un dato meno prevedibile: ad essere maggiormente colpiti non sono gli anziani, ma gli italiani con meno di 44 anni.

Il numero delle vittime risulta comunque in calo rispetto a tre anni fa, quando erano 4 milioni: la riduzione è stata del 27%.

«Questo risultato è stato reso possibile prima di tutto grazie alla massiccia campagna di informazione, che è la prima arma per aiutare i consumatori a destreggiarsi in un mercato sempre più variegato», spiega Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it. Secondo Pescarini, in una fase nella quale la necessità di risparmiare può spingere i consumatori a cercare a tutti i costi le offerte più convenienti, resta necessario continuare nell'attività di informazione e mantenere alta l'attenzione delle istituzioni.

Quasi sette truffe su dieci passano dai finti call center

Il telefono rimane lo strumento preferito dai truffatori. Secondo l'indagine, il 68,2% delle frodi è stato portato a termine attraverso finti call center.

Seguono le false email, utilizzate nel 24,9% dei casi, e il tradizionale porta a porta, che rappresenta il 12,9%. Tra i canali impiegati compaiono anche le applicazioni di messaggistica istantanea, con il 9,5%, e i social network, con il 6%.

Gli under 44 sono i più colpiti

L'identikit delle vittime smentisce almeno in parte l'idea che siano soprattutto le persone più anziane a cadere nelle trappole.

A fronte di una media nazionale del 7%, l'incidenza delle truffe o dei tentativi di frode sulle bollette energetiche raggiunge il 9,2% nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni e sale al 10,1% tra i 35 e i 44 anni.

Anche il livello di istruzione non sembra rappresentare necessariamente una protezione. Secondo l'indagine, infatti, per le vittime in possesso di un titolo di studio universitario, l'incidenza risulta superiore al doppio della media.

Il 59,2% delle vittime non denuncia

Un altro elemento significativo riguarda il comportamento successivo alla truffa: il 59,2% delle vittime sceglie di non denunciare quanto accaduto.

Le motivazioni sono sia economiche sia psicologiche. Il 36,1% di chi non ha presentato denuncia spiega la propria scelta con l'entità limitata del danno economico, mentre il 22,7% ritiene che non avrebbe comunque avuto possibilità di recuperare quanto perso.

C'è poi un 16,8% che ammette di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo per essere caduto nella trappola, mentre il 4,2% ha preferito tacere per evitare che i familiari venissero a conoscenza dell'accaduto.

«La riduzione del numero delle vittime è un dato importante, che dimostra quanto informazione e prevenzione possano incidere concretamente sul fenomeno delle truffe», commenta Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit.

Gabriele ricorda che tre anni fa, quando Consumerismo No Profit e Facile.it avviarono il progetto Stop alle Truffe, gli italiani coinvolti erano 4 milioni. Il calo registrato da allora non deve però portare, secondo il presidente dell'associazione, ad abbassare la guardia: le frodi evolvono rapidamente, diventano più sofisticate e tendono a sfruttare le fasi di difficoltà economica e la ricerca di risparmio da parte delle famiglie.

Come difendersi dalle truffe sulle bollette

Facile.it e Consumerismo No Profit hanno individuato cinque comportamenti utili per ridurre il rischio di cadere vittima delle frodi.

Il primo è verificare sempre l'identità dell'interlocutore. Chi contatta il consumatore deve qualificarsi in maniera tale da consentire di verificare sia la sua identità sia l'effettiva appartenenza all'azienda che sostiene di rappresentare. In caso di visite a domicilio non concordate, inoltre, il consiglio è di non consentire l'accesso all'abitazione. I fornitori di luce e gas non autorizzano propri incaricati a riscuotere denaro contante dai clienti.

Seconda regola: non farsi mettere fretta. Tra le tecniche utilizzate dai truffatori c'è quella di prospettare l'imminente fallimento dell'attuale fornitore o forti aumenti delle tariffe per convincere il consumatore a prendere una decisione immediata. Prima di accettare una proposta è opportuno richiederla in forma scritta, leggere il contratto e verificare le informazioni e l'operatore attraverso gli strumenti messi a disposizione da ARERA.

Particolare attenzione va poi prestata ai codici POD e PDR, che identificano rispettivamente la fornitura di energia elettrica e quella di gas e rimangono invariati anche cambiando operatore. Sono informazioni che non dovrebbero essere comunicate se non quando necessarie per la sottoscrizione di un nuovo contratto. Se chi sostiene di rappresentare l'attuale fornitore chiede al cliente il POD o il PDR, la richiesta deve destare sospetto, dal momento che l'operatore dovrebbe già disporre di quei dati.

Il quarto consiglio riguarda le conversazioni telefoniche. Facile.it invita a prestare particolare attenzione alle chiamate provenienti da call center sospetti e a evitare risposte isolate come “sì”, “no” o “confermo”, che potrebbero essere registrate e successivamente utilizzate per simulare un'approvazione.

Infine, essere caduti nella trappola non significa necessariamente non poter più intervenire. In caso di firma estorta con l'inganno o non riconosciuta è possibile disconoscere il contratto attraverso un reclamo formale. Il consumatore può inoltre presentare denuncia e chiedere il ritorno al precedente fornitore. Se invece si tratta semplicemente di un cambio di idea, è possibile ricorrere al diritto di ripensamento, recedendo dal contratto senza penali e senza dover fornire una motivazione entro il termine previsto di 14 giorni.

Tag: 
Facile.it
Truffe

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