
L'economia italiana si prepara ad affrontare un biennio ancora caratterizzato da una crescita debole e da un contesto di forte incertezza. È quanto emerge dall'aggiornamento di fine luglio del Cerved Industry Forecast, che rivede le previsioni sui principali comparti produttivi per il periodo 2026-2027 e segnala un aumento delle imprese in area di rischio, con prospettive che restano strettamente legate all'evoluzione dello scenario internazionale.
Nello scenario di base, il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,6% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027. Per le imprese, il fatturato dovrebbe aumentare dello 0,5% in termini reali entro la fine del 2027, mentre persistono fattori di pressione come le tensioni geopolitiche, il costo dell'energia e condizioni finanziarie ancora restrittive. Qualora lo scenario dovesse deteriorarsi, i ricavi potrebbero invece registrare una contrazione del 2,5%.
Secondo Cerved, in assenza di un miglioramento significativo del quadro internazionale, le aziende saranno chiamate a preservare redditività, liquidità e sostenibilità finanziaria in un contesto sempre più complesso. L'analisi evidenzia inoltre un cambiamento nella geografia dell'export italiano: gli Stati Uniti raggiungono la Germania come primo mercato di destinazione delle merci italiane, rappresentando entrambi l'11,5% delle esportazioni complessive.
Lo studio richiama anche l'attenzione sui rischi legati a un possibile aggravamento delle tensioni in Medio Oriente. Un prolungato blocco dello Stretto di Hormuz, con il conseguente aumento dei prezzi dell'energia e nuove spinte inflazionistiche, avrebbe effetti rilevanti sui conti delle imprese. In questo scenario, il margine medio EBITDA scenderebbe dal 9,7% al 7,4%, riflettendo le difficoltà nel trasferire sui prezzi finali l'incremento dei costi energetici e delle materie prime. Nello stesso tempo, il rapporto tra oneri finanziari ed EBITDA salirebbe dal 14,2% al 18,9%, segnalando un peggioramento della sostenibilità dell'indebitamento.
L'andamento dei singoli comparti continua a mostrare differenze marcate. Le prospettive migliori riguardano Energia e Utility, con una crescita prevista del 3,5%, seguite da Servizi Immobiliari e Informazione e Comunicazione, entrambi al 2,6%, e dai Mezzi di Trasporto, stimati in aumento del 2,1%.
Sul versante opposto si collocano i settori più esposti alla debolezza della domanda e alle tensioni sui costi. Il Sistema Moda è atteso in flessione del 4,5%, seguito da Logistica e Trasporti (-2,3%), Prodotti Intermedi (-2%), Sistema Casa (-1,9%) ed Elettrotecnica e Informatica (-1,1%). Il nuovo aggiornamento del Cerved Industry Forecast conferma così uno scenario nel quale la capacità di adattamento delle imprese e l'evoluzione del contesto geopolitico continueranno a rappresentare i principali fattori per la tenuta del sistema produttivo italiano.