
Il Chief Financial Officer sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie aziendali, spinto dall’incertezza dei mercati, dalla trasformazione digitale e dall’adozione dell’intelligenza artificiale. A evidenziarlo è Valeria Brambilla, Audit & Assurance Leader di Deloitte EMEA, intervenendo a margine del XX Congresso Nazionale ANDAF.
“Il Chief Financial Officer di oggi non è più solo il custode dei bilanci, il guardiano dei costi e il garante della conformità normativa. È un leader strategico, un partner del CEO, un architetto della trasformazione aziendale”, ha detto.
La tendenza trova conferma nella Deloitte European CFO Survey, che ha coinvolto 1.299 CFO di 14 Paesi europei. Secondo l’indagine, tra i direttori finanziari che hanno assunto nuovi incarichi ai vertici aziendali, un terzo è diventato presidente o CEO, mentre il 15% guida una divisione aziendale e il 6% ricopre il ruolo di Chief Operating Officer.
Per Deloitte, la crescente volatilità economica e geopolitica ha rafforzato il valore delle competenze finanziarie e analitiche. In questo contesto, la funzione Finance è chiamata a evolvere da struttura operativa a centro di produzione di insight strategici, supportando il management nell’analisi dei rischi e nelle decisioni di business.
Un’accelerazione arriva anche dall’intelligenza artificiale e dagli investimenti tecnologici. Tra le aziende italiane, il 45% sta adottando sistemi di budgeting dinamico, il 17% modelli di funding flessibili, il 15% sistemi decisionali altamente automatizzati e il 70% investe in data governance, analytics avanzati e piattaforme di business intelligence.
“L’adozione dell’intelligenza artificiale non fa che amplificare il ruolo di chi è capace di leggere dati e anticipare trend nello scenario di oggi”, ha spiegato Brambilla, sottolineando come il vero fattore distintivo resti il capitale umano. “Il valore scarso non è la tecnologia. È il talento umano”.
Secondo Deloitte, le competenze chiave per i CFO del futuro sono tre: data literacy, AI governance e collaborazione uomo macchina. In particolare, la capacità di interpretare correttamente i dati, governare i rischi connessi all’intelligenza artificiale e integrare il contributo delle tecnologie con il giudizio umano sarà determinante per affrontare scenari sempre più complessi.
Sul fronte della gestione dei rischi, il 95% dei CFO intervistati ritiene essenziale disporre di una visibilità in tempo reale sull’intera catena del valore, anche per valutare l’impatto economico potenziale delle minacce cyber, oggi considerate tra i principali rischi aziendali.
Per i direttori finanziari europei il vantaggio competitivo dei prossimi anni non dipenderà quindi solo dagli investimenti in tecnologia, ma soprattutto dalla capacità delle organizzazioni di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di trasformare dati e innovazione in decisioni strategiche.