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Euler Hermes: i paesi del Sud Europa spingono al rialzo l’indice delle insolvenze

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Giovedì, 14 Giugno, 2012 - 12:18
Autore: Stridulum

Dopo due anni consecutivi di riduzione delle insolvenze aziendali (una diminuzione del 4% nel 2011, dopo una flessione del 5% nel 2010) e sulla base di previsioni macroeconomiche, Euler Hermes anticipa un’inversione di questo trend nel 2012, con un 3% in rialzo dell’Indice Globale delle Insolvenze che riflette principalmente la situazione molto preoccupante nell’Eurozona.

“La flessione nelle insolvenze aziendali ha perso lo slancio, ostacolata dal rallentamento dell’economia mondiale registrato a partire dalla seconda metà del 2011. Questa inversione del trend è adesso confermata da una crescita molto debole degli indicatori economici nel primo trimestre 2012” dichiara Ludovic Subran, Capo Economista e Direttore della Ricerca di Euler Hermes. “Il calo globale nelle insolvenze aziendali registrato nel 2011 è stato indebolito dal negativo scenario economico in Europa. Nel 2012, la crescente complessità della crisi del debito, le politiche di austerità nei paesi dell’Eurozona e il nuovo peggioramento nel panorama dei paesi del Sud Europa, andrà a pesare ancor più sulle aziende già indebolite. Una domanda inferiore, condizioni di credito più restrittive e una crescente domanda sociale rappresentano fattori di rischio aggiuntivi per le aziende che operano in quest’area”.

Mentre le insolvenze aziendali sono diminuite debolmente nei paesi scandinavi, Germania e Francia nel 2011, Spagna, Grecia, Portogallo, Italia e Irlanda sono la ragione della crescita dell’Indice nell’intera Eurozona.

“Non è una sorpresa che le difficoltà economiche e fiscali delle nazioni del Sud Europa abbiano avuto un impatto negativo sulle aziende. In questi paesi, il 2011 è stato un altro anno negativo che ha offuscato un’immagine già indebolita. I fallimenti aziendali hanno infatti raggiunto livelli record e le previsioni economiche non indicano nessun miglioramento nel 2012, oltre ad un elevato rischio di contagio se la crisi del debito non sarà risolta” aggiunge Maxime Lemerle, Responsabile Studi Macroeconomici di Euler Hermes.

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