
I ritardi nei pagamenti stanno aumentando la pressione sulla liquidità delle imprese francesi. Secondo la quarta indagine di Coface sui comportamenti di pagamento, condotta a giugno su 690 aziende, l’89% delle imprese ha registrato ritardi nell’ultimo anno, la quota più alta rilevata dallo studio.
Anche la durata media dei ritardi è cresciuta, passando dai 39,5 giorni del 2025 ai 41,2 giorni del 2026. Le microimprese sono le più esposte, con una media di 46 giorni. Per il 58% di queste aziende l’impatto sulla liquidità è considerato molto significativo o critico. La principale causa indicata dalle imprese sono le difficoltà finanziarie dei clienti, citate dal 47% degli intervistati.
La pressione sui pagamenti si inserisce in un quadro di insolvenze ancora in crescita. Nei primi sette mesi del 2026 sono state registrate 43.282 procedure, il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 46% in più rispetto al 2019. I maggiori incrementi riguardano i servizi alle imprese, l’agroalimentare e l’automotive. Nello stesso periodo, le insolvenze hanno coinvolto 3,6 miliardi di euro di debiti commerciali e quasi 160.000 posti di lavoro.
Coface prevede un aumento delle insolvenze del 7% nel 2026 e di un ulteriore 9% nel 2027. Le prospettive delle imprese francesi riflettono le difficoltà attese: il 56% prevede un peggioramento della propria attività nel 2027, contro il 49% rilevato nella precedente indagine.
Tra i fattori di maggiore preoccupazione figurano le tensioni politiche e sociali interne, le questioni geopolitiche e l’andamento dei prezzi delle materie prime. Oltre tre quarti delle aziende che intrattengono rapporti commerciali diretti con gli Stati Uniti dichiarano di avere risentito dei dazi, mentre l’84% delle imprese intervistate segnala effetti legati alle tensioni in Medio Oriente e alle interruzioni nello Stretto di Hormuz.
Per Ernesto De Martinis, CEO Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member, la gestione della liquidità assume un peso crescente per le imprese. “L'aumento della durata dei ritardi, insieme alla crescita delle insolvenze, è un segnale da non sottovalutare in un contesto già caratterizzato da forti incertezze economiche e geopolitiche. Le difficoltà finanziarie dei clienti rappresentano oggi la principale causa dei mancati pagamenti e possono rapidamente trasmettersi lungo l'intera catena commerciale”.