
L’adozione dell’intelligenza artificiale entra in una fase di consolidamento tra le imprese familiari italiane, con impatti crescenti sulla competitività e sulla trasformazione dei modelli di business. È quanto emerge dal report Family Business Technology Transformation di Deloitte Private, terzo capitolo della serie internazionale dedicata alle dinamiche evolutive del comparto, basato su una survey che ha coinvolto circa 1.600 aziende a livello globale.
In Italia il 78% delle imprese familiari intervistate ha già avviato l’implementazione di soluzioni basate su intelligenza artificiale, mentre il 26% dichiara un utilizzo trasversale su più funzioni aziendali. Il dato segnala un passaggio netto: l’AI non è più una tecnologia sperimentale, ma una leva operativa integrata nei processi. A ciò si aggiunge un ulteriore 52% che sta adottando queste soluzioni in ambiti specifici, con l’obiettivo di estenderle progressivamente, mentre solo una quota residuale resta in fase esplorativa o di test.
L’impiego dell’intelligenza artificiale si concentra soprattutto nei processi di innovazione, con una forte incidenza nella progettazione e prototipazione di prodotti, ambito in cui l’Italia supera la media globale. Parallelamente, si rafforza l’utilizzo per migliorare la comunicazione interna, la gestione delle relazioni con i clienti e l’efficientamento dei processi operativi, delineando un approccio pragmatico e orientato ai risultati.
«I dati relativi alle imprese familiari – commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader – testimoniano quanto l’integrazione tecnologica costituisca un fattore cruciale per la redditività e la competitività nel lungo periodo. In questa fase osserviamo come, tra le imprese familiari, stia crescendo sempre più la consapevolezza che l’intelligenza artificiale sia una vera e propria leva di trasformazione in grado di ridefinire processi, competenze, governance e modelli di business. Con questa opportunità, il nostro Made in Italy può fare la differenza rafforzando ulteriormente la propria forza competitiva».
Sul piano strategico, il 50% delle aziende dichiara di disporre già di una strategia tecnologica pienamente integrata e coerente con gli obiettivi di business, mentre la restante parte si divide tra realtà in fase di implementazione e organizzazioni ancora impegnate nella definizione del proprio percorso digitale. Questo scenario evidenzia una transizione in atto, con livelli di maturità eterogenei ma una direzione comune verso l’innovazione.
Le funzioni aziendali mostrano un grado di adozione diffuso: marketing e finance risultano le aree con il più alto livello di implementazione completa, seguite dall’analisi dei dati a supporto delle decisioni. Allo stesso tempo, supply chain, ricerca e sviluppo e product development rappresentano i principali ambiti di investimento nel breve periodo, segno di un progressivo ampliamento del perimetro tecnologico.
Non mancano tuttavia le criticità. L’incertezza economica e le pressioni competitive condizionano le scelte di investimento, mentre la selezione dei partner tecnologici e il divario di competenze interne restano nodi rilevanti. Nonostante ciò, il livello di soddisfazione dei dipendenti rimane elevato: l’88% riconosce benefici concreti in termini di semplificazione delle attività e miglioramento dell’ambiente di lavoro.
In questo contesto, le imprese familiari italiane confermano una capacità di adattamento significativa, muovendosi lungo un percorso di trasformazione che, pur tra vincoli strutturali e di mercato, appare sempre più orientato a integrare l’innovazione come elemento stabile della crescita.