
La procedura di riconoscimento dello stato di catastrofe naturale per i comuni presenta un quadro complessivamente efficace ma ancora segnato da zone d’ombra e incomprensioni, secondo un rapporto della Corte dei conti francese pubblicato e riportato da Les Echos.
Il sistema resta centrale per l’attivazione delle indennizzazioni pubbliche, ma continua a sollevare interrogativi su tempi, criteri e trasparenza.
Nel documento si evidenzia come la procedura sia “oggetto di evoluzioni importanti nell’ultimo decennio ed oggi gestita in modo complessivamente efficace e a costi contenuti”, pur in presenza di ritardi che possono emergere in caso di eventi complessi. Il riconoscimento dello stato di catastrofe naturale resta infatti il passaggio indispensabile per accedere al regime pubblico di indennizzo dei danni non assicurabili privatamente.
La Corte segnala tuttavia una persistente mancanza di chiarezza percepita da cittadini ed enti locali. Il meccanismo, tecnico e multilivello, può risultare esposto a pressioni esterne nelle fasi di crisi, con possibili influenze politiche sulle decisioni, come nel caso del ciclone Garance.
Sul piano finanziario, il sistema si inserisce in un contesto di crescente esposizione ai rischi climatici. Dopo otto anni in perdita, la Caisse centrale de réassurance – gestore del regime pubblico francese – ha registrato nel 2025 un risultato tecnico positivo, sostenuto dall’aumento del contributo aggiuntivo pagato dagli assicurati.
Tra le raccomandazioni figura la pubblicazione di un rapporto annuale che dettagli i casi in cui i criteri ordinari non sono stati applicati, oltre a un rafforzamento del controllo sull’attività degli esperti assicurativi e sul rispetto dei tempi di liquidazione.
Particolarmente critica la fase successiva al riconoscimento, spesso considerata un collo di bottiglia. Per i sinistri legati alla siccità, la Corte rileva che “circa la metà dei dossier non giunge a conclusione nella fase di perizia”, un dato che riflette le difficoltà operative del sistema e le contestazioni delle associazioni dei proprietari.
Il fenomeno del ritiro e rigonfiamento delle argille resta uno dei punti più problematici: provoca danni strutturali alle abitazioni ma continua a essere coperto in modo parziale a causa di criteri territoriali restrittivi. Nel frattempo, la siccità è diventata il principale fattore di indennizzo, pari al 52% della sinistrosità negli ultimi dieci anni.
La Corte invita infine a rendere operativa la commissione consultiva sulle catastrofi naturali prevista dalla legge del 2021, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e ampliare la partecipazione degli attori istituzionali e dei rappresentanti dei sinistrati nei processi decisionali. Resta aperto il dibattito su possibili evoluzioni strutturali del sistema assicurativo pubblico francese, in un contesto di crescente pressione climatica.