
L’80% considera ancora l’internazionalizzazione una leva prioritaria, mentre l’83% indica digitale e IA come strumenti strategici per competere all’estero.
Nonostante il 76% delle PMI italiane sia preoccupato per l’incertezza del contesto economico, l’88% prevede una crescita del fatturato nei prossimi 12 mesi. L’80% considera ancora l’internazionalizzazione una leva prioritaria per la crescita e il 93% la collega alla valorizzazione del Made in Italy. È quanto emerge dal report "Competere nel mondo: il ruolo dell’internazionalizzazione per la crescita delle PMI italiane" dell’Osservatorio Deloitte Private, realizzato su circa 200 leader di piccole e medie imprese.
“Pur nell'incertezza generata dai conflitti e dalle tensioni geopolitiche, l'internazionalizzazione è ancora una leva di competitività, ma richiede pianificazione e capacità di adattarsi a un contesto in continua evoluzione”, commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader.
Tra le PMI già presenti sui mercati internazionali, il 53% realizza all’estero fino al 30% del proprio fatturato, mentre una PMI su quattro genera oltre confine tra il 30% e il 50% dei ricavi. Più del 20% delle imprese internazionalizzate ricava invece dall’estero oltre la metà del fatturato. L’Unione Europea è il principale mercato di riferimento, seguita da Stati Uniti, Medio Oriente e Cina. Il 53% delle imprese internazionalizzate prevede un’ulteriore espansione, soprattutto in Europa.
Per le aziende che non operano ancora all’estero, le principali barriere sono la scarsa conoscenza dei mercati e delle normative locali, la disponibilità di risorse finanziarie e le difficoltà logistiche. Tra le imprese già internazionalizzate, la ricerca di nuove opportunità di crescita e l’accesso a nuovi clienti e mercati sono invece le principali motivazioni.
Il digitale assume un ruolo crescente: l’83% delle PMI considera strategici digitale e intelligenza artificiale per competere all’estero. Nell’export digitale prevalgono i siti e commerce proprietari e i marketplace internazionali, mentre logistica, normativa doganale e adempimenti fiscali restano tra le principali difficoltà operative.