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Polizze catastrofali obbligatorie ma inutili: Assoutenti denuncia il paradosso dopo il ciclone Harry

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Mercoledì, 4 Febbraio, 2026 - 09:35
Autore: Gillespie

C’è qualcosa che non torna nel sistema delle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese italiane, e il ciclone Harry che ha devastato la Sicilia ha fatto emergere tutta la contraddizione di uno strumento che sulla carta dovrebbe proteggere, ma nella realtà lascia scoperti proprio i rischi più frequenti e devastanti. Lo denuncia Assoutenti: siamo di fronte a un obbligo che non corrisponde a una copertura reale.

Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, interviene nel dibattito dopo gli eventi calamitosi che hanno colpito l’isola e le dichiarazioni istituzionali che stanno trasformando uno strumento ancora sperimentale in qualcosa di pericoloso. “Il sistema delle polizze catastrofali è ancora in una fase chiaramente sperimentale, e utilizzarlo oggi per discriminare tra imprese ‘meritevoli’ o meno di ristori pubblici è profondamente sbagliato, soprattutto quando l’obbligo assicurativo non corrisponde a una copertura reale ed efficace dei rischi che colpiscono il territorio”, dichiara Melluso. Il punto è semplice ma dirompente: da un lato si impone alle imprese l’obbligo di assicurarsi, dall’altro si escludono dalla copertura proprio quegli eventi che oggi producono i danni più rilevanti.

La normativa prevede come rischi assicurabili obbligatori solo alluvioni, inondazioni, esondazioni, terremoti e frane. Tutto il resto resta fuori. E quel “tutto il resto” include fenomeni che ormai non sono più eccezionali ma ricorrenti: mareggiate, penetrazione di acqua marina, allagamenti causati dalle cosiddette “bombe d’acqua”, quelle piogge brevi e di intensità eccezionale che ormai conosciamo bene. Escluse anche infiltrazioni, trasudamenti, umidità, variazioni della falda. E poi ci sono i danni indiretti, quelli che spesso pesano quanto o più di quelli diretti: interruzione di energia elettrica, impossibilità di accedere a servizi essenziali, spese di demolizione e sgombero. Anche questi, sempre esclusi dalla polizza obbligatoria.

“È un paradosso evidente”, sottolinea Melluso. “Eventi che oggi vengono definiti ‘estremi’ ma che in realtà sono diventati ordinari, restano fuori dalla copertura assicurativa. In questo modo si obbligano le imprese ad assicurarsi contro rischi che, nei fatti, non sono assicurati”. Il risultato è una farsa normativa che scarica sulle imprese un costo senza offrire in cambio una protezione adeguata, creando al tempo stesso il presupposto per negare i ristori pubblici a chi non ha stipulato la polizza, anche se quella polizza non avrebbe comunque coperto i danni subiti.

Secondo Assoutenti, il pericolo è che le polizze catastrofali diventino una scusa per ridurre l’intervento pubblico e spostare sui privati il costo dell’inerzia politica. Un modo elegante per dire: adesso vi siete assicurati, arrangiatevi da soli. Ma la realtà è che le assicurazioni non fermano frane, alluvioni o mareggiate. Quelle le fermano le scelte politiche, gli investimenti in prevenzione, le opere di messa in sicurezza del territorio, le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Tutte cose che in quarant’anni non sono state fatte.

“Se le polizze obbligatorie servono solo a esentare il decisore pubblico dall’investire seriamente nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, allora è meglio sospenderle o ripensarle radicalmente”, aggiunge Melluso. Per questo Assoutenti chiede un tavolo di confronto tra governo, compagnie assicurative, associazioni dei consumatori e rappresentanze delle imprese, per verificare la coerenza tra obbligo assicurativo e reale copertura dei rischi naturali. Perché una cosa è certa: gli eventi continueranno ad accadere, non saranno le polizze a fermarli. “Servono responsabilità, visione e politiche di lungo periodo. Tutto ciò che non è stato fatto negli ultimi quarant’anni”, conclude il presidente di Assoutenti.

Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé danni ingenti e una domanda scomoda: a cosa serve un obbligo assicurativo che non assicura niente quando serve davvero?

Tag: 
Danni catastrofali
Assoutenti

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