
La raccolta premi delle imprese assicurative con stabile organizzazione in Italia ha raggiunto 46,3 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, con una crescita dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati diffusi dall’IVASS sull’andamento della raccolta assicurativa, che mostrano una sostanziale stabilità del mercato nel suo complesso, dietro la quale si muovono però in direzioni diverse i due principali comparti. Il Vita registra infatti una flessione dell’1,2%, mentre i Danni proseguono la crescita con un aumento del 3,8%.
Nel Vita, la raccolta si è attestata a 32,5 miliardi di euro. Il ramo I, che comprende le assicurazioni tradizionali sulla vita, resta la componente principale con 19,3 miliardi di premi, ma segna una riduzione del 4% su base annua. Continua invece la crescita del ramo III, quello delle polizze unit linked, che aumenta del 6,8% e raggiunge 11,5 miliardi.
Più marcata la contrazione dei fondi pensione del ramo VI, che perdono il 19,6% e scendono a 1,1 miliardi. Le operazioni di capitalizzazione del ramo V diminuiscono del 10%, fermandosi a 497 milioni. In controtendenza le polizze Long Term Care del ramo IV, che crescono del 16,3% e sfiorano i 100 milioni di euro, pur continuando a rappresentare una quota contenuta della raccolta complessiva.
La struttura della produzione Vita resta fortemente concentrata sui premi unici, che rappresentano l’85,6% del totale e diminuiscono dell’1,3% rispetto al primo trimestre 2025. I premi periodici coprono il restante 14,4%. L’incidenza della nuova produzione continua invece a salire e si mantiene poco sotto il 75% della raccolta Vita.
Sul versante distributivo, sportelli bancari e postali e consulenti finanziari hanno intermediato complessivamente il 76,2% dei premi Vita. La percentuale sale all’80,5% considerando soltanto le polizze individuali. Gli sportelli bancari e postali rafforzano ulteriormente la propria posizione, passando dal 58,4% del primo trimestre 2025 al 60% della raccolta Vita. Attraverso questo canale viene collocato il 65,1% dei premi del ramo I e il 57,6% di quelli del ramo III. I consulenti finanziari sono invece maggiormente orientati verso le unit linked e intermediano quasi il 30% della raccolta del ramo III.
Le polizze collettive totalizzano 2,1 miliardi di euro, pari al 6,5% del Vita, con una riduzione dell’8,8% rispetto a un anno prima. In questo segmento diminuiscono del 21% i volumi della vendita diretta attraverso agenzie in economia e gerenze, che si attestano a 1,2 miliardi. Anche la raccolta intermediata dai broker registra una lieve flessione, pari allo 0,8%.
Diverso l’andamento del settore Danni, che nel trimestre raggiunge 13,8 miliardi di euro, circa mezzo miliardo in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita interessa sia l’Auto sia il Non Auto.
Il comparto Auto aumenta del 4,6% e arriva a 5,4 miliardi. Circa tre quinti dell’incremento dei volumi sono riconducibili alla RC Auto, che raccoglie 3,9 miliardi. Crescono ancora più rapidamente i Corpi veicoli terrestri, con premi in aumento del 7,1% a 1,5 miliardi. Il loro peso è ormai pari al 28% della raccolta Auto, rispetto al 13,4% registrato nel 2012, e raggiunge l’11% dell’intero comparto Danni.
Nel Non Auto i premi salgono del 3,2% a 8,4 miliardi. La spinta principale arriva dal comparto Salute, in crescita dell’8,3%, che secondo i dati IVASS contribuisce per circa l’85% all’incremento complessivo della raccolta Non Auto, soprattutto grazie al ramo Malattia. Il Property aumenta del 3,5%, sostenuto in particolare dal ramo Incendio, che registra un progresso del 6,7%.
Quest’ultimo andamento si colloca nella fase di graduale estensione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali. L’IVASS precisa però che i dati aggregati disponibili non consentono di isolare il contributo delle nuove coperture alla crescita della raccolta. Tra i comparti di dimensioni inferiori, Tutela e Assistenza aumenta del 6,5%, mentre Credito e Cauzione perde il 4% e i Trasporti arretrano del 18,4%.
La distribuzione dei prodotti Danni continua a vedere una presenza predominante delle agenzie con mandato, che raccolgono l’86% dei premi RC Auto. Negli altri rami Danni la loro quota è del 57,2%, mentre i broker intermediano il 19,8% della raccolta e gli sportelli bancari e postali il 12,3%.
I dati del primo trimestre confermano così una struttura distributiva ancora molto diversa tra Vita e Danni. Nel primo comparto la raccolta passa in larga parte attraverso banche, Poste e consulenti finanziari. Nei Danni resta invece centrale la rete agenziale, mentre i broker mantengono una presenza consistente nei rami diversi dalla Rc Auto.