
Prosegue nel primo trimestre del 2026 la fase di allentamento dei tassi nel mercato dei finanziamenti in Italia, con segnali particolarmente evidenti sul fronte dei prestiti personali, che tornano sotto la soglia dell’8%.
Secondo l’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, a marzo il TAEG medio delle erogazioni si attesta al 7,94%, in calo rispetto all’8,14% registrato a febbraio, confermando una dinamica già avviata nel corso del 2025 e ora consolidata.
Il quadro resta più stabile per le cessioni del quinto, che continuano a beneficiare di condizioni più favorevoli grazie a un profilo di rischio contenuto: i dipendenti privati si attestano su un TAEG medio del 6,61%, mentre per i dipendenti pubblici il dato si ferma al 5,74%. Si osserva invece un lieve ridimensionamento per i pensionati, con un tasso medio sceso dal 8,08% al 7,97%, segnale di un progressivo riequilibrio anche in questo segmento.
“Anche in questo inizio di 2026 prosegue il trend di calo dei tassi iniziato lo scorso anno, soprattutto per quanto riguarda i prestiti personali che a marzo scendono sotto quota 8,00% in media. In questo momento l’accesso al credito per i consumatori risulta più conveniente rispetto al recente passato”, osserva Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products Italy, sottolineando come le cessioni del quinto per dipendenti privati presentino oggi un differenziale di circa 150 punti base rispetto ai prestiti personali, mentre il settore pubblico mantiene condizioni ancora più competitive.
Accanto alla riduzione del costo del credito, emergono segnali di rafforzamento della domanda: l’importo medio richiesto per i prestiti personali sale a 12.600 euro, il livello più alto dal 2022, con un incremento rispetto ai 12.400 euro dell’ultimo trimestre 2025. La liquidità si conferma la principale finalità, seguita dal consolidamento dei debiti e dall’acquisto di auto usate, a testimonianza di esigenze finanziarie sempre più orientate alla gestione del bilancio familiare e alla sostituzione dei beni durevoli.
Parallelamente, si allungano i tempi di rimborso, con una durata media che raggiunge i 5 anni e 7 mesi, mentre cresce anche l’età dei richiedenti, che si attesta a 45 anni, con una maggiore incidenza della fascia over 56 e una contrazione significativa delle richieste provenienti dagli under 26. Una dinamica che riflette un accesso al credito sempre più concentrato su profili con maggiore stabilità reddituale.
Nel comparto delle cessioni del quinto, i dipendenti privati restano la categoria prevalente pur in lieve flessione, mentre aumentano le quote di dipendenti pubblici e pensionati. Sul piano territoriale, il Nord Italia continua a guidare la domanda, seguito da Sud e Isole e dal Centro, senza variazioni sostanziali rispetto alla fine del 2025.
Si registra inoltre un aumento sia della durata sia degli importi medi: i finanziamenti raggiungono in media gli 8 anni e 5 mesi, con una crescita delle operazioni a 10 anni, mentre l’importo medio sale a 22.325 euro. In questo contesto, i dipendenti pubblici si distinguono per le richieste più elevate, seguiti da privati e pensionati.
L’evoluzione in atto restituisce l’immagine di un mercato del credito in progressivo riequilibrio, dove il calo dei tassi favorisce l’accesso ai finanziamenti, ma al tempo stesso emergono cambiamenti strutturali nelle abitudini di richiesta e nella composizione della domanda, delineando un contesto più maturo e selettivo.