
La prevenzione è considerata fondamentale da quasi tutti gli italiani, ma questa consapevolezza non si traduce ancora in controlli periodici. È quanto emerge dall'ultima indagine dell'Osservatorio Sanità di UniSalute, realizzata da Nomisma su un campione rappresentativo di 1.300 persone, che evidenzia un divario tra l'importanza attribuita alla prevenzione e i comportamenti adottati.
Secondo la ricerca, il 96% degli italiani ritiene che la prevenzione sia essenziale per tutelare la salute, ma solo il 48% si sottopone regolarmente a visite anche in assenza di sintomi. Il 28% si rivolge al medico soltanto quando compare un disturbo, mentre il 22% aspetta l'insorgere di una vera e propria malattia prima di effettuare controlli. Un dato che assume maggiore rilievo se si considera che appena il 53% degli intervistati giudica il proprio stato di salute ottimo o buono.
L'indagine fotografa anche una scarsa diffusione di alcuni esami preventivi. Il 44% degli italiani non ha mai effettuato una visita dermatologica con controllo dei nei, mentre il 19% non si è mai sottoposto a un elettrocardiogramma o a una visita cardiologica. Sul fronte della salute femminile, il 39% delle donne non ha consultato il ginecologo nell'ultimo anno e il 28% non esegue un Pap test da almeno tre anni.
Tra le principali ragioni che frenano l'accesso alla prevenzione emergono i costi delle visite, indicati dal 35% degli intervistati, seguiti dalla mancanza di tempo, segnalata dal 34%, e dai tempi di attesa della sanità pubblica, citati dal 33%. Anche per questo motivo il 43% dei cittadini dichiara di aver effettuato le visite di controllo degli ultimi due o tre anni prevalentemente presso strutture private, comprese quelle convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
Quando gli italiani decidono di sottoporsi a controlli, lo fanno soprattutto per iniziativa personale, nel 31% dei casi, oppure grazie ai programmi di screening regionali e nazionali, indicati dal 26% degli intervistati. Rimane invece limitato il ricorso agli strumenti di welfare aziendale e alle coperture assicurative dedicate alla prevenzione: i pacchetti previsti dalle aziende hanno motivato l'11% dei controlli effettuati nell'ultimo anno, mentre le polizze sanitarie incidono per l'8%.
Accanto agli esami di prevenzione, gli italiani continuano a considerare lo stile di vita uno degli strumenti principali per preservare la salute. Il 53% dichiara di seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, il 45% limita comportamenti a rischio come il consumo di alcol e il fumo e il 38% pratica attività fisica con regolarità. Una quota più contenuta attribuisce particolare importanza anche alla gestione dello stress, indicata dal 25% degli intervistati, e al miglioramento della qualità del sonno, fermo al 18%.