
Il rapido aumento degli investimenti nei data center hyperscale sta modificando in profondità il rapporto tra coperture assicurative e strutture di finanziamento. È quanto emerge da un’analisi di S&P Global Ratings, che mette in evidenza come la scala ormai raggiunta da questi progetti - spesso nell’ordine delle decine di miliardi di dollari per singolo campus - stia rendendo sempre più difficile ottenere coperture assicurative complete.
Nei data center tradizionali la copertura del rischio era più lineare e standardizzata. Nei progetti hyperscale, invece, la concentrazione del valore in un numero ridotto di asset e l’aumento dell’esposizione complessiva stanno ampliando quello che viene definito “gap assicurativo”, cioè la distanza tra valore totale del progetto e protezione assicurativa effettivamente disponibile.
Secondo S&P Global Ratings, questo divario sta assumendo una funzione nuova: non più solo elemento tecnico di copertura, ma vero e proprio vincolo nella costruzione del capitale.
Le polizze disponibili tendono infatti a coprire soltanto la porzione di valore considerata recuperabile dai finanziatori in scenari avversi, influenzando direttamente le condizioni di bancabilità delle operazioni.
La diffusione di programmi assicurativi basati su metriche come Probable Maximum Loss e Maximum Foreseeable Loss, strutturati su più livelli di copertura, lascia inoltre una quota crescente del rischio di coda all’interno delle strutture finanziarie. Questo spostamento rende più complessa la valutazione complessiva dei progetti e riduce la simmetria informativa tra assicuratori, investitori e finanziatori.
Il nodo centrale riguarda la standardizzazione. L’evoluzione di schemi assicurativi meno uniformi e il trasferimento parziale del rischio verso i soggetti che finanziano le infrastrutture potrebbero portare a una sottostima dell’esposizione reale. Un elemento che incide direttamente sulle modalità con cui il mercato valuta e struttura il capitale destinato ai data center di nuova generazione.