
Il mercato della riassicurazione dispone oggi di una capacità crescente, ma il protection gap resta molto ampio. È quanto emerge dall’analisi presentata da S&P Global Ratings al Rendez-Vous de Septembre in corso a Monte Carlo, secondo cui il capitale di terzi ha raggiunto 140 miliardi di dollari, rispetto ai 90 miliardi di cinque anni fa.
Una parte del capitale alternativo è confluita nei catastrophe bond e nei casualty sidecar. Le emissioni di cat bond hanno raggiunto 24,5 miliardi di dollari nel 2025, contro i 17 miliardi del 2024, e altri 19 miliardi sono stati emessi dall’inizio del 2026.
La copertura si è estesa anche ad alluvioni in Germania, incendi in California, tempeste convettive e rischi multi peril in Canada.
Maren Josefs, Associate Director, Insurance Ratings di S&P Global Ratings, ha spiegato che, tra le perdite economiche complessive e quelle assicurate, “il protection gap continua ad ampliarsi a livello globale, mentre emergono nuovi rischi legati alla geopolitica, al clima e all’evoluzione tecnologica, in particolare all’intelligenza artificiale”.
Per le catastrofi naturali, il gap raggiunge il 60% delle perdite economiche. Johannes Bender, Director di S&P Global Ratings, ha detto che per le perdite da catastrofi naturali “è un gap di protezione enorme”.
Per ridurre il protection gap serviranno maggiore capacità assicurativa, nuovi capitali da parte degli investitori e, in alcuni casi, il sostegno pubblico. S&P invita però alla prudenza, perché i modelli di perdita stanno cambiando.
Anche il cyber è considerato da S&P un mercato destinato a crescere, dopo il rallentamento degli ultimi due anni, dovuto a condizioni di mercato meno favorevoli e a una maggiore prudenza degli operatori.
S&P segnala poi le crescenti esposizioni legate a data center e hyperscaler. Secondo Johannes Bender, con gli attuali limiti di sottoscrizione, questi rischi potrebbero generare fino a 10 miliardi di dollari di premi aggiuntivi. La cifra potrebbe aumentare se gli assicuratori decidessero di aumentare gli importi che sono disposti a coprire per ogni singolo rischio.
Il problema principale è la concentrazione del rischio. Un grande data center può infatti rappresentare un’esposizione molto elevata per un assicuratore e, in caso di sinistro, produrre perdite rilevanti. Per questo S&P ritiene necessario sviluppare nuove soluzioni assicurative per ridurre il divario tra il valore delle perdite potenziali e quello delle coperture disponibili.