
L’economia globale sta entrando in una nuova fase di forte crescita degli investimenti in infrastrutture strategiche. Secondo lo Swiss Re Institute, data center legati all’intelligenza artificiale ed energie rinnovabili potrebbero generare circa 200 miliardi di dollari di premi assicurativi commerciali cumulativi tra il 2026 e il 2030.
Il fenomeno crea nuove opportunità per il settore assicurativo, ma porta con sé anche rischi più complessi. Gli investimenti si concentrano infatti in determinate aree geografiche e aumentano le dipendenze tra energia, reti digitali, infrastrutture e catene di approvvigionamento. Un singolo evento può quindi provocare danni contemporaneamente a più aziende e settori.
Secondo Gianfranco Lot, Chief Underwriting Officer P&C Re di Swiss Re, “l’intelligenza artificiale necessita di data center, reti elettriche e infrastrutture sempre più complesse, creando nuove opportunità per le assicurazioni ma anche significative concentrazioni di rischio”.
Il nuovo rapporto sigma dello Swiss Re Institute, Time to build: Expanding the frontier of insurability for the capex super-cycle, indica che gli investimenti energetici globali potrebbero raggiungere 3,4 trilioni di dollari nel 2026, di cui circa 2,2 trilioni destinati a rinnovabili, nucleare, reti elettriche, stoccaggio, efficienza energetica ed elettrificazione. Nello stesso anno, i cinque maggiori hyperscaler statunitensi potrebbero investire quasi 800 miliardi di dollari in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, mentre gli investimenti globali nei data center supererebbero i 1.000 miliardi.
I data center stanno così diventando vere e proprie infrastrutture strategiche, con valori patrimoniali che possono raggiungere miliardi di dollari e un’elevata dipendenza da elettricità, telecomunicazioni, sistemi di raffreddamento e servizi cloud.
Il problema riguarda soprattutto l’accumulo. Secondo Swiss Re, i principali fattori di rischio sono la crescente dimensione dei singoli asset, la concentrazione geografica, la dipendenza da fornitori specializzati e le infrastrutture fisiche e digitali condivise.
Un campus di data center destinato all’intelligenza artificiale può arrivare a costare fino a 50 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, Texas e Virginia rappresentano oltre il 40% della capacità attuale e prevista dei data center. In Asia, circa l’88% degli impianti di produzione di semiconduttori di Taiwan si trova in aree caratterizzate da un rischio sismico da estremo a molto elevato. Un evento di grande intensità potrebbe quindi interrompere contemporaneamente attività e catene di fornitura in diversi Paesi.
A questo si aggiungono i tempi di sostituzione delle apparecchiature critiche. Per alcuni componenti, come i trasformatori ad alta tensione, possono essere necessari diversi anni, con il rischio di prolungare sia i ritardi nella realizzazione dei progetti sia le perdite da interruzione dell’attività.
Per Swiss Re, la principale difficoltà non è quindi la disponibilità di capitale assicurativo, ma la capacità di valutare e gestire esposizioni sempre più grandi e interconnesse. La fase operativa delle nuove infrastrutture rappresenta in particolare una frontiera ancora da sviluppare, perché ai rischi di danno materiale si aggiungono quelli legati all’interruzione dell’attività, alla responsabilità civile e alle perdite finanziarie.
Jérôme Haegeli, Group Chief Economist e Head of Swiss Re Institute, ha detto che “gli investimenti nelle infrastrutture stanno creando nuove dipendenze tra sistemi energetici, catene di approvvigionamento e reti digitali. L’assicurazione è essenziale per rendere questi investimenti resilienti e finanziabili”.