
Intelligenza artificiale e catene di approvvigionamento stanno aumentando le connessioni tra rischi che possono propagarsi rapidamente da un settore all’altro. È quanto emerge da uno studio congiunto di Swiss Re Institute e London School of Economics (LSE), condotto sui rischi segnalati da 91 società della Fortune 100.
Rispetto al 2019, le connessioni individuate sono cresciute del 24%. Un ruolo crescente è attribuito all’AI. Tra il 2019 e il 2026 è aumentata di circa il 30% la quota di imprese che segnalano rischi legati all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie, ormai presenti anche in settori come commercio, trasporto aereo, farmaceutica e alimentare. La diffusione degli stessi modelli e piattaforme potrebbe rendere più rapide e simultanee le reazioni delle imprese e delle istituzioni finanziarie in caso di stress.
“Se le istituzioni utilizzano sempre più modelli simili e reagiscono alla velocità delle macchine, uno shock contenibile può diventare sistemico prima che ci sia il tempo di intervenire”, ha spiegato Jón Daníelsson, direttore del Systemic Risk Centre e Reader in Finance alla LSE.
Un’altra fonte di interconnessione è rappresentata dalle supply chain, attraverso le quali tensioni geopolitiche, dazi, eventi climatici, pandemie e attacchi informatici possono trasmettersi tra imprese e settori. Lo studio segnala anche la concentrazione di alcune infrastrutture: nel 2024 tre operatori controllavano il 70% dell’infrastruttura cloud mondiale, mentre tre società gestivano il 97% delle transazioni globali con carte di credito.
“Un’azienda può sembrare diversificata finché non si scopre che fornitori, provider tecnologici e clienti dipendono dalla stessa infrastruttura”, ha osservato Ivan Gonzalez, Chief Executive Officer di Corporate Solutions di Swiss Re. Individuare queste dipendenze, secondo lo studio, può aiutare le imprese a ridurre le concentrazioni e a valutare quali rischi mantenere e quali trasferire al mercato assicurativo.