
Swiss Re, la numero due al mondo nel settore delle riassicurazioni ha chiuso i primi nove mesi del 2021 con un utile netto di 1,26 miliardi di dollari, a fronte della perdita di quasi 700 milioni di un anno fa, trainato dalla solida performance del segmento property and casualty (P&C) che ha più che compensato la perdita nel business life and health (L&H). Un risultato decisamente positivo tenuto conto delle forti perdite registrata a causa degli eventi catastrofali e della pandemia.
Swiss Re afferma che le forti perdite causate dalle catastrofi naturali (1,7 miliardi di dollari) sono state superiori alle attese, ma ben inferiori al volume dei premi nel ramo Danni che è cresciuto del 6% a 16,4 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2021, riflettendo la dinamica crescente dei prezzi. Le perdite nel ramo Danni si riferiscono principalmente all’uragano Ida negli Stati Uniti e alle inondazioni di luglio in Europa, nonché agli impatti di Uri nel primo trimestre dell’anno, mentre il costo dei disastri causati dall’uomo hanno innescato altri 272 milioni di dollari.
La società con sede a Zurigo ha registrato un Roe del 6,6%, mentre i ricavi complessivi tra premi e commissioni attive sono aumentati del 5,9% a 32 miliardi di dollari. Il Ceo di Swiss Re, Christian Mumenthaler, ha dichiarato: “Grazie alla costante attenzione del Gruppo alla qualità del portafoglio e all’attenta politica di sottoscrizione, le nostre attività nel settore property and casualty hanno conseguito risultati eccellenti nei primi nove mesi del 2021. Allo stesso tempo, siamo stati in grado di supportare le comunità colpite dalle catastrofi naturali e dalla pandemia di Covid-19”.