
Dopo il calo registrato a inizio anno, il mercato dell’auto usata in Italia mostra un primo segnale di stabilizzazione. A febbraio, secondo i dati diffusi da UNRAE, i trasferimenti di proprietà hanno raggiunto quota 493.963, con un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Il recupero, tuttavia, si inserisce in un quadro ancora incerto, con il primo bimestre che resta in territorio negativo a -2,4%.
La dinamica del mercato evidenzia una struttura ancora dominata dal diesel e dal benzina, anche se con equilibri in progressiva evoluzione. Le auto a benzina tornano in testa con il 39,2% di quota, mentre il diesel scende al 38,4%, confermando una perdita di peso graduale. In crescita continua le ibride, che raggiungono il 12%, mentre le motorizzazioni elettriche e plug-in, pur ancora marginali, avanzano rispettivamente all’1,2% e all’1,7%.
Sul fronte delle tipologie di transazione, prevalgono ancora gli scambi tra privati e aziende, pari al 56% del totale. In calo invece i passaggi da operatore a cliente finale, mentre aumentano le auto provenienti da auto-immatricolazioni, segnale di una maggiore rotazione del prodotto sul mercato. Il noleggio resta marginale, con una quota inferiore all’1% per il lungo termine.
La distribuzione territoriale conferma la leadership della Lombardia, seguita da Lazio e Campania, in un quadro sostanzialmente stabile rispetto ai mesi precedenti. La struttura del parco circolante continua invece a mostrare un peso rilevante delle vetture più anziane: quasi la metà dei trasferimenti riguarda auto con oltre dieci anni di età, anche se cresce leggermente la quota dei veicoli più recenti.
Secondo UNRAE, anche le minivolture mostrano un andamento più dinamico, con un incremento della componente legata agli operatori e una crescita delle alimentazioni ibride ed elettrificate, pur restando il diesel ancora dominante. In questo segmento, le vetture più datate continuano a rappresentare una parte significativa delle transazioni, ma aumenta il peso delle auto fino a quattro anni di anzianità.
Il quadro complessivo restituisce un mercato dell’usato che si muove in equilibrio instabile tra rallentamento congiunturale e progressiva trasformazione della domanda, con segnali ancora deboli ma coerenti con un lento riorientamento verso forme di mobilità più recenti ed elettrificate.