
La sfida assicurativa posta dalle aree ad alto rischio idrogeologico trova una risposta concreta nel mercato britannico: Willis, il broker internazionale del gruppo WTW, ha sviluppato una soluzione di assicurazione parametrica contro le alluvioni specificamente pensata per gli ippodromi del Regno Unito, combinando tecnologia di rilevamento sul campo, modellazione predittiva e capacità riassicurativa internazionale.
Il prodotto è già operativo al Royal Windsor Racecourse, prima struttura ad adottarlo.
L'architettura della soluzione coinvolge quattro soggetti distinti con ruoli complementari. Willis ha guidato il progetto sul fronte della consulenza e del trasferimento alternativo del rischio.
Previsico , società specializzata nelle previsioni di piena, fornisce e gestisce i sensori idrometrici da installare fisicamente presso i siti assicurati. Descartes Underwriting, managing general agent attivo nel segmento parametrico, ha strutturato la copertura, mentre Generali funge da compagnia assicuratrice sottostante.
Il meccanismo di indennizzo è automatico: nel momento in cui il livello dell'acqua raggiunge la soglia di attivazione prestabilita, il pagamento scatta senza necessità di perizia né di accertamento del danno effettivo.
Arena Racing Company, società che gestisce sedici ippodromi nel territorio britannico, si trova da anni in una posizione di difficoltà strutturale sul mercato assicurativo tradizionale. Le sue strutture sorgono frequentemente su pianure alluvionali a bassa quota, esposte alle esondazioni dei corsi d'acqua vicini. Il risultato, nei circuiti ordinari della sottoscrizione, è stato un mix di premi elevati, franchigie proibitive e, in alcuni casi, l'esclusione totale dalla garanzia alluvionale. Royal Windsor Racecourse — di proprietà proprio di Arena Racing Company — è diventato il banco di prova del nuovo approccio, inaugurando una potenziale serie di estensioni agli altri siti del gruppo.
Le assicurazioni tradizionali faticano spesso a offrire una copertura accessibile contro le alluvioni nelle aree ad alto rischio, il che si traduce in premi elevati, franchigie ampie o esclusioni complete.
Le soluzioni parametriche offrono invece un approccio alternativo, su misura rispetto alle esigenze specifiche del cliente.
La distinzione tocca uno dei nodi fondamentali del dibattito tecnico sulle coperture parametriche: la separazione tra il trigger contrattuale, un dato fisico misurabile e oggettivo, e la quantificazione del danno reale.
Questo disaccoppiamento, che in alcuni contesti genera il cosiddetto basis risk, in scenari come quello degli ippodromi diventa invece un vantaggio competitivo: elimina i tempi morti della liquidazione tradizionale e consente alla struttura assicurata di accedere immediatamente alla liquidità necessaria per far fronte all'emergenza o alle perdite operative.
Il lancio del prodotto si inserisce in una tendenza più ampia che vede il mercato assicurativo sempre più orientato verso strumenti parametrici per segmenti di rischio che il mercato tradizionale fatica a prezzare in modo sostenibile. La collaborazione tra broker, MGA specializzato, fornitore di dati e capacity tradizionale rappresenta un modello che potrebbe trovare applicazione anche oltre il perimetro degli ippodromi.