Sanità
Gli italiani hanno le tasche sempre più vuote. Questo li spinge ad un atteggiamento prudenziale, se non addirittura rinunciatario, nei confronti di ogni voce di spesa che devono affrontare nella vita quotidiana, spesso soprattutto nei confronti della loro salute, arrivando a trascurarla anche pesantemente.
Considerato che i rigidi parametri di bilancio imposti allo Stato fanno prevedere nuovi tagli alla Sanità, RBM Salute - compagnia di assicurazioni che opera nel comparto salute - ritiene che ci sia bisogno di nuove misure strutturali e una alleanza tra componente pubblica e quella privata, al fine di promuovere il secondo pilastro sanitario.
Nonostante gli importanti investimenti pubblici e privati, negli Stati Uniti gli indici di salute sono sotto la media rispetto ai 12 principali paesi avanzati.
Il rapporto tra sanità e assicurazioni è da sempre alquanto problematico, ma negli ultimi tempi ha toccati i picchi più elevati, con molte aziende sanitarie in difficoltà a reperire una copertura assicurativa adeguata, a prezzi sempre carissimi, senza parlare di quelle che hanno smesso di ricorrere allo strumento assicurativo.
“Aumentano i rischi di non disporre di risorse sufficienti per garantire un tenore di vita adeguato. Ad esempio, già oggi, secondo una recente ricerca del Censis, la spesa privata per la salute ha superato i 34 miliardi, quasi 1.400 euro a famiglia. Soprattutto undici milioni di italiani, due in più rispetto a tre anni fa, hanno dovuto rinviare o rinunciare alle cure. Senza un disegno complessivo di riforma del sistema sanitario che individui le priorità e le maggiori necessità, tali situazioni sono destinate a diventare sempre più comuni”.
La legge sulla responsabilità professionale approvata pochi giorni fa in prima lettura alla Camera segna sicuramente una svolta su una questione, quella del contenzioso medico legale e della medicina difensiva, che negli ultimi anni è stata al centro di polemiche e tensioni.
Sulla base dell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane realizzata dalla Banca d’Italia sulla base dei dati raccolti nel 2014 su un campione di oltre 8.000 nuclei familiari, emerge la tendenza a acquistare meno polizze sanitarie (intesa come coperture malattia o infortuni, o entrambi) rispetto al passato.
Quasi un italiano su due rinuncia a spese mediche necessarie per mancanza di soldi e questa percentuale è ancora maggiore (arriva a sei su dieci) nelle famiglie che hanno un reddito basso.
Supera i 3 miliardi di euro il danno erariale contestato dalla Corte dei Conti in seguito alle indagini della Guardia di Finanza sulla gestione del ramo assicurativo della sanità veneta in regime di assoluto monopolio, ai tempi dell’amministrazione Galan.
Il gruppo di brokeraggio Integro ha rafforzato la propria presenza nel mercato delle RC sanitarie attraverso l’acquisizione di HealthCare Risk Specialists.
Oltre l’80% della popolazione dell’India è senza assicurazione medica.
Secondo i dati del mercato pubblicati dall’Ania, le polizze di responsabilità civile in ambito sanitario hanno registrato nel 2013 un calo dei sinistri, confermando il trend dei tre anni precedenti, seppure con una marcata differenziazione fra i sinistri delle strutture sanitarie (-5,5%) e quelli dei singoli professionisti (+2,4% dopo tre anni consecutivi di calo).
Varate dal Garante privacy le nuove Linee guida sul dossier sanitario elettronico. Maggiori tutele per i dati dei pazienti, più trasparenza e obbligo per le strutture sanitarie di comunicare immediatamente all’Autorità i cosiddetti data breach (violazioni o incidenti informatici, come attacchi, accessi abusivi, azioni di malware, perdita, furto), che possano avere un impatto significativo sui dati. Il paziente avrà la possibilità di conoscere gli accessi eseguiti sul proprio dossier.
Quando si parla di cure per la salute, lo scenario attuale vede una offerta pubblica sempre più ridotta a cui si aggiunge un numero crescente di cittadini che non riesce a sostenere tali spese di tasca propria. Il tale contesto il 63% degli italiani ha però chiaro quale potrebbe essere il soggetto terzo in grado di supportare pubblico e privati cittadini: le aziende. Quasi due italiani su tre credono infatti che le aziende debbano occuparsi di cure sanitarie per i propri dipendenti. A questi si aggiunge un ulteriore 18% a cui piacerebbe che le imprese fossero maggiormente coinvolte in questo aspetto di quanto lo siano ad oggi.
La sanità pubblica soffre sempre più i tagli alla spesa, e si vede. Almeno a giudicare dalla percezione dei cittadini. Secondo la nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, la qualità del servizio offerto dalle strutture pubbliche negli ultimi due anni è peggiorata. Così almeno è quello che percepisce il 47% degli intervistati mentre solo il 10% la ritiene migliorata.