Sanità
Nel 2025, la sanità pubblica italiana ha mostrato limiti strutturali significativi: i tempi medi di attesa per una prestazione si sono attestati a 87 giorni, salendo a 91 nel Meridione, mentre nelle strutture private si scende mediamente a 18 giorni. Le differenze tra le aree mediche sono marcate: per una prestazione oculistica si attendevano 116 giorni in media in struttura pubblica contro 15 nel privato, mentre per la dermatologia i tempi arrivavano a 118 giorni rispetto ai 25 nel settore privato.
La fotografia scattata dall’ultima indagine Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute racconta un’Italia che, pur continuando a riconoscere il valore del Servizio sanitario nazionale, fatica sempre più a farvi affidamento nei momenti di bisogno. È un quadro nitido, quasi impietoso, quello che emerge dalle risposte dei 1.200 cittadini intervistati: la qualità delle cure non è in discussione, ma i tempi per ottenerle sì, e in modo sempre più evidente.
Quello che ci aspetta, a meno di una svolta epocale, è l’ennesimo teatrino prima della legge di Bilancio 2026, e a dirlo a gran voce, dati alla mano, è la Fondazione GIMBE. La fotografia scattata dall’ente non lascia spazio a dubbi: la spesa sanitaria pubblica italiana nel 2024 è una goccia nel mare rispetto ai nostri partner europei e a quelli del G7, confermando una tendenza che ha radici lontane.
Il settore sanitario italiano sta affrontando una vera e propria emergenza digitale, con numeri che fanno riflettere sulla vulnerabilità di un comparto essenziale per la collettività. Dal gennaio 2023 si registrano in media 3,5 attacchi informatici al mese ai danni delle strutture sanitarie del Paese, con un'impennata del 111% nel 2024 rispetto all'anno precedente. AmTrust Assicurazioni, leader nelle coperture di Responsabilità Sanitaria, ha deciso di unire le forze con Yalla Security, HWG Sababa e START 4.0 per affrontare concretamente il problema.
Una maggior collaborazione tra pubblico e privato potrebbe migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario italiano, mitigando la crisi in cui si trova: è l’opinione condivisa da sei italiani su dieci, secondo quanto emerge dall’ultima indagine sul tema dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, svolto insieme all’istituto di ricerca Nomisma.
Il costo dei sinistri in sanità è aumentato di 7 punti percentuali nel 2022 e 2023 con un impatto significativo sul Sistema sanitario italiano, sia pubblico che privato.
In Italia la spesa sanitaria complessiva, pubblica e privata, è di circa 3mila euro pro capite. Quella intermediata si ferma a circa 308 euro. Aumentare la quota di spesa intermediata è fondamentale per favorire l’accesso a prestazioni a prezzi sostenibili ed evitare che la salute diventi un diritto per pochi.
Prosegue la fuga dei camici bianchi dal nostro Paese. Sempre più insoddisfatti delle condizioni di vita e professionali entro la fine dell’anno potrebbero essere in 20mila a lasciare il Paese per lavorare all'estero secondo le previsioni del sindacato Ugl Salute.
La maggioranza degli italiani continua ad avere fiducia nel Servizio sanitario nazionale (57%), ma in molti ne denunciano la situazione di crisi. A lanciare l’allarme è l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, che insieme a Nomisma ha interrogato un campione di 1.200 persone riguardo la loro opinione sul SSN e la sanità privata.
Anche quest’anno Assimedici è presente al Forum di Risk Management in Sanità che si sta ad Arezzo presso Arezzo Fiere e Congressi e che si concluderà il prossimo 3 dicembre.
Il tradizionale report sulla Medmal di Marsh evidenzia come durante la pandemia siano aumentati i costi dei sinistri nella sanità pubblica. Secondo la 12° edizione del report si è registrato un balzo del numero di sinistri legati al Covid nei servizi sanitari di assistenza territoriale, passando da percentuali prossime allo 0% degli scorsi anni fino al 14% del periodo 2020-2021.
La sanità digitale piace agli italiani. Lo dimostrano i risultati dell’indagine Blue Assistance Monitor, condotta da Blue Assistance, società di assistenza alla persona e alla famiglia.
AmTrust Assicurazioni ha ampliato la propria gamma di prodotti assicurativi introducendo la nuova polizza assicurativa per la Responsabilità civile delle Strutture Sanitarie private, AmTrust Istituti Clinici.
Quei medici e infermieri definiti come eroi ai tempi del coronavirus sono gli stessi che pochi mesi fa venivano insultati o malmenati nei pronto soccorso degli ospedali italiani. Ma oltre agli elevati rischi di contagio che corrono quotidianamente, medici e infermieri rischiano una volta passata l’emergenza di non poter far valere i loro diritti per avere combattuto una guerra senza protezioni adeguate.
Reale Group ha stanziato 5 milioni di euro per contribuire alle necessità delle strutture sanitarie italiane con diversi interventi mirati, in funzione delle necessità che stanno emergendo giorno per giorno.