
Cambiamento climatico, instabilità geopolitica e frammentazione sociale sono i rischi che più influenzano la percezione del futuro degli italiani. È quanto emerge dalla tredicesima edizione del Future Risks Report 2026 di AXA, realizzato con Ipsos, che analizza le principali minacce attese nei prossimi cinque-dieci anni attraverso il punto di vista di cittadini ed esperti.
La ricerca evidenzia come fenomeni un tempo considerati prevalentemente futuribili siano ormai percepiti come fattori strutturali, capaci di incidere sulle scelte economiche, sul benessere delle famiglie e sulla quotidianità. In questo contesto cresce il senso di vulnerabilità, mentre la capacità di prepararsi agli shock non sembra procedere con la stessa velocità.
Il cambiamento climatico si conferma il principale rischio percepito nel Paese. L'88% degli italiani dichiara infatti di sentirsi esposto agli effetti degli eventi climatici, anche se solo il 26% si mostra disposto a investire nell'adattamento della propria abitazione. La distanza tra consapevolezza e azione resta quindi significativa.
Subito dopo si colloca il rischio geopolitico. Il 78% dei cittadini italiani si sente vulnerabile rispetto all'instabilità internazionale, una quota superiore a quella rilevata a livello globale. Guerre, tensioni commerciali e criticità nelle catene di approvvigionamento vengono percepite come fattori in grado di influenzare direttamente prezzi, consumi e sicurezza economica delle famiglie.
Il report mette inoltre in luce un crescente malessere sociale. Il 72% degli italiani considera la società frammentata e il 59% afferma di aver sperimentato tensioni tra generazioni. A questo si aggiunge una diffusa visione pessimistica del futuro: il 61% ritiene che le nuove generazioni avranno una qualità della vita inferiore rispetto a quella attuale. Le preoccupazioni economiche si riflettono anche sulle dinamiche demografiche, con il 65% degli intervistati che individua nel costo della vita la principale causa del calo della natalità.
Sul fronte tecnologico emerge un significativo divario tra esperti e cittadini. A livello globale, intelligenza artificiale e Big Data rappresentano il primo rischio individuato dagli specialisti. In Italia, invece, l'intelligenza artificiale occupa il terzo posto tra gli esperti e soltanto il nono tra i cittadini, segnalando una diversa percezione della portata delle trasformazioni in corso. Allo stesso tempo, il 63% degli esperti italiani considera l'AI uno strumento utile per contribuire alla mitigazione dei rischi.
La ricerca evidenzia infine una forte fiducia nella prevenzione. Il 90% degli italiani ritiene che i principali rischi possano essere evitati o attenuati attraverso adeguate misure preventive. Tuttavia, il 73% ammette di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi di vasta portata. La disponibilità ad adottare comportamenti preventivi risulta elevata per la salute e la sicurezza digitale, ma diminuisce sensibilmente quando sono richiesti investimenti o interventi più impegnativi.
“Il Future Risks Report fotografa un cambiamento profondo: rischi che fino a pochi anni fa guardavamo in prospettiva di programmazione stanno diventando sempre più strutturali. Clima, tensioni geopolitiche e fragilità sociali sono sempre più interconnessi e richiedono un approccio capace di anticiparne gli impatti. In questo scenario la prevenzione assume un ruolo centrale. Occorre prepararsi prima, ridurre gli effetti dei rischi e rafforzare la capacità di risposta”, ha dichiarato Chiara Soldano, ceo del Gruppo Assicurativo AXA Italia.
L'indagine ha coinvolto 4.345 esperti in 62 Paesi e territori e 24.000 cittadini in 19 Paesi, offrendo una fotografia di come la percezione dei rischi stia evolvendo in un contesto caratterizzato da crescente interconnessione tra fattori ambientali, economici, sociali e tecnologici.