
La riassicurazione tradizionale continua a rappresentare il principale pilastro della capacità assicurativa globale. È quanto sostiene Munich Re, che in vista degli consueti incontri di Baden Baden ha evidenziato come il capitale tradizionale abbia rafforzato il proprio peso rispetto a quello alternativo, con un rapporto salito da 3,5 nel 2017 a quasi 4 nel 2026.
“Il mondo è esposto a rischi sempre maggiori. La riassicurazione tradizionale combina capitale affidabile, competenze specialistiche e solidità finanziaria per far fronte ai grandi sinistri”, ha dichiarato Clarisse Kopff, membro del Board of Management di Munich Re responsabile per la riassicurazione Danni in Europa e America Latina.
Secondo il riassicuratore, il cambiamento climatico, i rischi cyber e l'aumento dell'esposizione ai rischi naturali stanno rendendo sempre più complesso il contesto operativo degli assicuratori. In Europa, i rischi naturali non peak hanno rappresentato circa il 70% delle perdite assicurate da catastrofi negli ultimi vent'anni.
“I periodi con minori perdite catastrofali non devono portare a sottovalutare i rischi futuri”, ha aggiunto Kopff, ricordando che le perdite assicurate da catastrofi naturali in Europa sono cresciute in media del 5% l'anno dal 1980.
Per Munich Re, l'aumento della complessità dei rischi rafforza il valore della riassicurazione tradizionale come partner di lungo periodo per gli assicuratori.