
Il digitale corre, la sostenibilità arranca. È questo il quadro che emerge dall’Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano. Nel 2025 la Commissione Europea ha lanciato 14 iniziative su innovazione digitale e sostenibilità, rafforzando la tecnologia ma semplificando il quadro ESG, riducendo il coinvolgimento delle imprese e alleggerendo le tutele per i consumatori.
Le aziende italiane sembrano pronte: il 78% investe con decisione in digitale e sostenibilità. Ma la vera integrazione è un’altra storia. Solo il 64% usa il digitale per obiettivi ambientali, sociali e di governance, e appena il 42% lascia che la sostenibilità influenzi le scelte tecnologiche. Due imprese su tre hanno responsabili per innovazione digitale o sostenibilità, ma solo il 6% ha un profilo dedicato a far dialogare i due mondi.
"La complessità dello scenario economico e politico sta relegando la sostenibilità in secondo piano, anche in Europa", afferma Alessandro Perego, Vicerettore per lo sviluppo sostenibile e impatto al Politecnico di Milano e Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation. "Il digitale può affrontare le sfide globali della sostenibilità, ma troppo spesso le imprese adottano tecnologie ESG solo se portano un ritorno economico o servono per obblighi normativi".
L’Europa corre su due binari diversi: sul digitale investe in AI, Cloud e Quantum Computing, armonizza le regole e punta alla sovranità tecnologica. Sulla sostenibilità riduce gli obblighi e sospende strumenti come la Green Claims Directive. "Sul digitale si costruisce un ecosistema integrato e competitivo. Sulla sostenibilità si semplifica, ma si riducono gli obblighi e il perimetro delle aziende coinvolte", spiega Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital & Sustainable.
Operativamente, le imprese italiane hanno fatto passi avanti: l’AI, l’IoT, i Big Data sono diffusi. Tre imprese su quattro hanno riorganizzato processi produttivi in chiave sostenibile, spesso grazie alle stesse tecnologie digitali. La collaborazione esterna è forte: l’82% lavora con partner su sostenibilità, l’86% sul digitale. Le startup digitali impegnate in ESG sono oltre 1.000, con 4,1 miliardi di dollari raccolti. L’approccio resta però “conformista”: sostenibilità guidata da logiche di mercato, focalizzata su salute, gestione del rischio ed efficienza delle risorse. Temi come biodiversità, diritti umani o etica d’impresa restano marginali.
I consumatori partecipano a questa sfida. Il 67% ritiene la sostenibilità rilevante oggi, l’81% lo considera importante in prospettiva. Due web shopper su tre hanno cambiato abitudini online per ridurre l’impatto ambientale. L’uso della Generative AI è ormai diffuso: due utenti su tre la utilizzano, consapevoli che una richiesta media a ChatGPT 4.1 consuma circa otto volte l’energia di una ricerca su Google. Precisione e scelta del modello fanno la differenza: GPT 4.1 è più efficiente di altri sistemi, e query strutturate riducono il consumo energetico complessivo.