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Fondi pensione, GA-GI avvia l’Osservatorio sulla longevità per misurare il gap tra iscrizione e protezione

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Martedì, 28 Luglio, 2026 - 09:45
Autore: Gillespie

Dal 1° luglio 2026 i neoassunti del settore privato sono coinvolti nel nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare previsto dalla legge di Bilancio 2026. Una novità che amplia la platea degli iscritti ai fondi pensione, ma che apre anche il tema della consapevolezza degli aderenti. Su questo fronte il Gruppo Agenti Generali Italia (GA-GI) avvia l’Osservatorio sulla longevità, una rilevazione dedicata alla previdenza degli italiani osservata dal punto di vista delle agenzie.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare cosa accade dopo l’iscrizione automatica, verificando la distanza tra l’adesione formale a un fondo pensione e l’effettiva costruzione di una protezione previdenziale adeguata. La rilevazione coinvolge le 533 agenzie della rete GA-GI, oltre la metà delle 1.110 agenzie di Generali Italia, e terminerà il 30 settembre, con la pubblicazione dei risultati prevista per ottobre.

Il contesto di riferimento evidenzia una crescente necessità di pianificazione previdenziale. Secondo la relazione della COVIP presentata il 10 giugno, la previdenza complementare riguarda il 39,9% delle forze di lavoro, ma con livelli di partecipazione inferiori tra alcune categorie: gli autonomi raggiungono il 23,4%, mentre gli under 35 si fermano al 20,8%. A incidere è anche il progressivo invecchiamento demografico del Paese, con 355 mila nascite registrate nel 2025 e un’età media della popolazione salita a 47,1 anni secondo i dati ISTAT.

“L’adesione automatica è un passo nella direzione giusta, ma iscrivere non è proteggere. Un lavoratore inserito d’ufficio in una linea predefinita, con il contributo minimo e nessuna revisione nel tempo, è un iscritto silente, non un risparmiatore consapevole”, afferma Federico Serrao, presidente del Gruppo Agenti Generali Italia (GA-GI). “Le statistiche ci dicono quanti sono dentro. Nessuno lo racconta dal punto di vista di chi sta al tavolo con il cliente. È il vuoto che l’Osservatorio vuole colmare”.

L’indagine punta a raccogliere informazioni su quattro aspetti principali: l’ingresso nella previdenza complementare, la gestione delle posizioni nel tempo, la qualità della pianificazione e le motivazioni che portano alcuni clienti a rinviare o rifiutare l’adesione.

Tra gli elementi analizzati ci saranno il numero di clienti under 40 con una posizione attiva, l’età media della prima adesione, le reazioni dei neoassunti coinvolti dall’iscrizione d’ufficio, la frequenza con cui vengono aggiornate le scelte previdenziali dopo eventi rilevanti della vita e il livello di conoscenza degli strumenti utilizzati.

L’Osservatorio rileverà inoltre quanti aderenti si limitano al conferimento del TFR senza versamenti aggiuntivi, quanti conoscono la previsione della prestazione futura e quanti hanno valutato il possibile divario tra pensione attesa e ultimo reddito lavorativo. Un’attenzione specifica sarà dedicata anche alle ragioni del mancato ingresso nella previdenza complementare, raccogliendo le principali obiezioni espresse dai clienti.

Il progetto prevede una raccolta dati basata sulle valutazioni professionali degli agenti, con informazioni trattate esclusivamente in forma aggregata. La pubblicazione dei risultati comprenderà anche il numero dei partecipanti alla rilevazione e l’iniziativa avrà cadenza annuale, con l’obiettivo di creare una serie storica sul rapporto tra italiani, previdenza e protezione del futuro.

“Il punto di osservazione delle nostre agenzie è un patrimonio informativo che nessun altro ha. Lo mettiamo a disposizione del dibattito pubblico, istituzioni comprese”, conclude Federico Serrao, presidente del Gruppo Agenti Generali Italia (GA-GI). “Sulla previdenza degli italiani servono meno impressioni e più dati, cominciamo dai nostri”.

Tag: 
GA-GI
Fondi pensione

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