
Nel contesto del mercato assicurativo internazionale, la gestione dei sinistri e la definizione dei limiti di polizza stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie dei risk manager aziendali, con un progressivo spostamento dall’acquisto tradizionale di coperture verso un approccio orientato alla mitigazione del rischio e all’ottimizzazione del bilancio.
È quanto emerge dalle dichiarazioni di Simon Waine, UK corporate division managing director di Gallagher, intervenuto all’Airmic Conference di Birmingham (15-17 giugno 2026), dove ha evidenziato l’evoluzione dei programmi di trasferimento del rischio in chiave più tecnica e preventiva.
Secondo quanto riferisce Insurance Times, Waine avrebbe osservato come le imprese multinazionali stiano intensificando il ricorso ai broker per analizzare in profondità le esposizioni ai sinistri e implementare misure di contenimento del rischio. In questo quadro, il ruolo dell’assicurazione viene sempre più interpretato come strumento residuale, destinato a intervenire in caso di necessità piuttosto che come componente ordinaria della gestione operativa. “Più si mitigano i sinistri, più rischio si può assumere a bilancio e a quel punto l’assicurazione diventa una copertura di emergenza, piuttosto che qualcosa di necessario per l’attività quotidiana”, ha affermato Simon Waine, UK corporate division managing director di Gallagher.
Il cambiamento di approccio coinvolge anche la funzione finanziaria delle aziende, con una crescente attenzione alla riduzione strutturale delle perdite e una revisione del ruolo stesso dei programmi assicurativi, non più percepiti come un adempimento annuale ma come leva strategica. “Non è più una questione di come assicurare i rischi, ma di come mitigarli”, ha dichiarato Simon Waine, sottolineando come i clienti richiedano sempre più frequentemente il supporto di risk engineer, forensic accountant ed esperti di business interruption nella gestione dei sinistri.
Secondo quanto riportato da Waine, questo cambio di paradigma comporta anche un incremento della domanda di competenze analitiche da parte dei broker, con particolare riferimento all’uso di dati, risorse attuariali e valutazioni comparative tra diversi livelli di copertura. Le aziende multinazionali, infatti, non si limitano più alla selezione delle polizze, ma interrogano il mercato su soglie di rischio, limiti assicurativi e capacità di ritenzione in bilancio, con un’attenzione crescente alla coerenza tra esposizione reale e struttura delle coperture.
Parallelamente, emerge una revisione più accurata dei limiti di polizza esistenti, considerati spesso adeguati nella loro tipologia ma non sempre calibrati rispetto alle reali esigenze aziendali. In questo scenario, la domanda non riguarda soltanto quali coperture acquistare, ma a quale livello di protezione esse debbano essere impostate e quale logica ne giustifichi la struttura.
“Fondamentalmente, più si mitigano i sinistri, più rischio si può assumere a bilancio. E l’assicurazione diventa una copertura di emergenza, non più qualcosa di necessario per l’attività quotidiana. Stiamo vedendo molto di questo”, ha aggiunto Simon Waine.
Il quadro delineato all’Airmic 2026 conferma quindi una transizione graduale verso modelli di risk management più integrati, in cui la funzione assicurativa si colloca all’interno di un sistema più ampio di analisi, prevenzione e allocazione del rischio, con una crescente richiesta di trasparenza comparativa tra pari e concorrenti del mercato. In questo contesto, il broker assume un ruolo sempre più consulenziale, chiamato a supportare decisioni complesse che combinano dati, struttura del capitale e strategie di mitigazione, in un equilibrio che continua a ridefinire il perimetro stesso dell’assicurazione aziendale.