
A gennaio 2026, l’ISTAT rileva segnali incoraggianti sul fronte della fiducia, sia tra i consumatori sia tra le imprese, anche se con intensità diverse.
Il clima di fiducia tra le aziende mostra un miglioramento più marcato, spinto in particolare dal comparto dei servizi di mercato e, in misura minore, dalla manifattura. Nonostante ciò, nel commercio al dettaglio le valutazioni restano complessivamente negative, sia nella grande distribuzione sia nel retail, segnalando tensioni ancora presenti in alcuni segmenti del tessuto economico.
Tra i consumatori, l’aumento è più contenuto, ma comunque positivo.
Secondo l’ISTAT, il lieve incremento della fiducia è sostenuto dalle attese sulla situazione economica generale, comprese quelle relative alla disoccupazione, così come dai giudizi sulla propria situazione economica personale. Migliorano anche le opinioni riguardo alla possibilità di risparmiare, un indicatore sempre importante per comprendere il clima di fiducia domestico.
Guardando i numeri, l’indice di fiducia dei consumatori sale da 96,6 a 96,8, mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese registra un incremento più netto, passando da 96,6 a 97,6.
Tra le famiglie, emerge un miglioramento delle percezioni sul quadro economico nazionale e sulle aspettative future, mentre tra le imprese la spinta più forte arriva dai servizi, a dimostrazione della resilienza di un settore che continua a crescere nonostante le incertezze del mercato.
L’ISTAT sottolinea così come l’inizio del 2026 sia caratterizzato da segnali di ottimismo, pur con sfumature diverse tra famiglie e aziende.