Istat
L’Italia chiude il 2025 con un saldo commerciale positivo di 50,7 miliardi, in aumento rispetto ai 48,3 miliardi registrati nel 2024, confermando la resilienza delle esportazioni nonostante le sfide globali. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il deficit energetico scende a 46,9 miliardi, dai 54,3 miliardi dell’anno precedente, mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pur elevato, si riduce a 97,7 miliardi rispetto ai 102,6 miliardi del 2024.
A gennaio 2026, l’ISTAT rileva segnali incoraggianti sul fronte della fiducia, sia tra i consumatori sia tra le imprese, anche se con intensità diverse.
L’Istat conferma che nel 2024 è proseguito il trend positivo dell’occupazione iniziato nel 2021: il tasso dei 15-64enni sale al 62,2%, la disoccupazione scende al 6,6% e l’inattività si attesta al 33,4%.
Secondo le stime preliminari diffuse dal Rapporto Aci-Istat, nel primo semestre del 2025 si registra un miglioramento significativo della sicurezza stradale in Italia. Tra gennaio e giugno gli incidenti con lesioni a persone sono stati 82.344, in diminuzione dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. I feriti sono stati 111.090 (-1,2%), mentre le vittime entro il trentesimo giorno dal sinistro si sono ridotte a 1.310, con un calo più marcato del 6,8%.
2.755 euro al mese. È questa la cifra che in media le famiglie italiane hanno speso nel 2024 per i propri consumi, praticamente identica ai 2.738 euro dell'anno precedente.
L'Istat ha diffuso i dati sul mercato del lavoro di luglio 2025, e le notizie sono in controtendenza rispetto a quel clima di incertezza che spesso caratterizza l'economia: il tasso di disoccupazione ha registrato un calo significativo, portandosi al 6%, con una diminuzione dello 0,3% su base mensile. Non solo i disoccupati diminuiscono, ma c’è un aumento degli occupati, che salgono dello 0,1% (+13mila unità), e degli inattivi.
Nel 2024 il mercato delle immatricolazioni auto per i privati con partita IVA ha segnato un sostanziale equilibrio, chiudendo l’anno con 190.286 unità immatricolate, in leggera flessione dello 0,6% rispetto al 2023.
Luglio segna una contraddizione evidente tra le percezioni dei consumatori e quelle delle imprese italiane: da un lato torna a crescere la fiducia dei cittadini, dall’altro si incrina quella delle imprese, in particolare nei settori dei servizi e delle costruzioni.
Nel 2024 in Italia si è registrato un aumento degli incidenti stradali del 4,1%, con un totale di 173.364 sinistri che hanno provocato lesioni a persone, mentre il numero delle vittime è leggermente diminuito (-0,3%), attestandosi a 3.030. Questi dati, elaborati da Aci e Istat, fotografano un ritorno a una mobilità su livelli analoghi a quelli pre-pandemia, con un aumento degli spostamenti per lavoro, studio e turismo.
Il conto dell’inverno demografico per l’Italia si sta facendo ogni giorno più pesante e concreto. Non si tratta più solo di grafici e previsioni, ma di numeri reali che cominciano già a incidere sul presente: a settembre 2025 ci saranno 134mila studenti in meno rispetto all’anno precedente. È il primo segnale tangibile di una tendenza che investe tutta la catena sociale ed economica: dalla scuola al lavoro, dalle pensioni alla sanità, fino al Pil.
Nel mese di aprile 2025, l’industria italiana mostra un segnale incoraggiante di ripresa: secondo le stime dell’Istat, la produzione industriale, al netto della stagionalità, è aumentata dell’1,0% rispetto a marzo. Si tratta di un rimbalzo significativo, che si riflette anche nei dati trimestrali: il periodo febbraio-aprile registra infatti una crescita dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
Il 2023 è stato un anno da record per le temperature globali, il più caldo mai registrato dal periodo pre-industriale. È quanto afferma il Rapporto Annuale dell’Istat, precisando che in Europa, solo il 2020 è stato più rovente, mentre in Italia il primato dell’anno più caldo resta al 2022.
Ad aprile 2025, sia la fiducia dei consumatori che quella delle imprese in Italia continuano a segnare una flessione, secondo i dati diffusi dall’Istat. L’indicatore di fiducia dei consumatori scende da 95,0 a 92,7, mentre il clima di fiducia delle imprese diminuisce da 93,2 a 91,5.
Nel 2024, l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,7%, in linea con il dato del 2023, ma inferiore alla stima del governo che prevedeva un aumento dell'1%.
Nel 2024, la produzione industriale in Italia ha registrato un calo del 3,5%, con una flessione tendenziale che ha caratterizzato ogni mese dell’anno.