Insolvenze
Il 2026 si apre con una promessa che assomiglia più a un respiro trattenuto che a un vero cambio di stagione. Le insolvenze globali continueranno a crescere, ma con meno foga rispetto agli ultimi tre anni. Una pausa, non una svolta. E soprattutto una pausa che potrebbe svanire al primo scossone dei tassi. È questo il quadro che emerge dalle analisi Coface, un quadro in cui l’Italia si muove in controtendenza, ma per motivi tutt’altro che rassicuranti.
Secondo il report annuale di Coface, società leader nell’assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, il 2024 ha segnato un ritorno alla crescita economica per i Paesi dell’Europa centro-orientale, ma questa ripresa non si è tradotta in una maggiore solidità per il tessuto imprenditoriale.
Allianz Trade prevede che le insolvenze aziendali globali cresceranno del +6% nel 2025 e del +3% nel 2026, dopo un aumento del +10% nel 2024.
Il settore retail statunitense sta affrontando un aumento delle insolvenze nonostante la crescita apparente delle vendite, con oltre 30 fallimenti nel 2024, i livelli più alti dalla "Apocalisse del Retail" degli anni 2010.
L’edizione 2024 del “Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende – Focus: Asia” evidenzia preoccupazione tra le aziende asiatiche circa un possibile aumento delle insolvenze nei prossimi mesi, con effetti negativi sul commercio a credito B2B.
Le aziende dell'Europa centrale e orientale si mostrano resilienti e con una forte capacità di adattamento nel rispondere alle sfide del difficile contesto economico. Più della metà delle aziende (60%) prevede che le attuali tensioni economiche porteranno a una crescita delle insolvenze nei prossimi 12 mesi, mentre il 33% prevede che nuove sfide di breve e lungo termine impatteranno sullo scenario imprenditoriale globale. Questo spiegherebbe perché il 10% in più di aziende rispetto allo scorso anno sta aumentando il ricorso alla gestione strategica del rischio di credito per proteggere i livelli di liquidità aziendale.
Allianz Trade ha pubblicato oggi l’ultimo Rapporto sulle insolvenze globali con le previsioni aggiornate per il 2024 e il 2025. Secondo il principale assicuratore crediti commerciali al mondo, dopo due rimbalzi graduali nel 2022 (+1%) e nel 2023 (+7%), le insolvenze globali delle imprese sono destinate ad accelerare nuovamente nel 2024 (+9%), prima di stabilizzarsi nel 2025 (0%) - su livelli elevati.
Allianz Trade ha pubblicato la nuova edizione del suo Rapporto sulle insolvenze globali e fornisce previsioni aggiornate per il 2023 e il 2024. Secondo il principale assicuratore dei crediti commerciali, dopo un piccolo rimbalzo registrato nel 2022 (+1%), le insolvenze globali sono destinate ad aumentare del +6% nel 2023 e del +10% nel 2024.
Allianz Trade ha pubblicato il Report Globale sulle Insolvenze aziendali nel quale ridefinisce le proprie previsioni per il 2023 e il 2024. Secondo il principale assicuratore di crediti commerciali al Mondo, dopo un lieve rimbalzo nel 2022 (+2%), le insolvenze globali sono destinate a salire del 21% nel 2023 e del 4% nel 2024. Come si spiega tale aumento? Si rischia di ritornare velocemente ai livelli pre-pandemia?
La pressione inflazionistica, la stretta monetaria, la crisi energetica e le interruzioni della catena di approvvigionamento stanno mettendo a rischio i flussi di cassa delle imprese.
L’aumento del costo delle materie prime, peraltro sempre più indisponibili è considerato dagli imprenditori italiani il fattore di crisi che maggiormente impatterà sulle prospettive e i programmi di sviluppo nel biennio 2022-2023.
L’invasione in Ucraina e i nuovi lockdown in Cina hanno nettamente deteriorato l’equilibrio dei rischi per le imprese.
In crescita il rischio di credito commerciale nel comparto italiano dell’automotive che per il 2022 è atteso a un incremento dei livelli d’insolvenza fra il 5% e il 10%.
L’onda lunga della pandemia preoccupa le aziende in Est Europa. Nonostante ciò, resta sostanzialmente invariato il valore totale dei crediti inesigibili derivanti da operazioni commerciali a credito tra aziende nella regione.
Cresce in Europa, in termini di valore, la percentuale di fatture insolute alla scadenza. Si passa al 53% del valore totale delle fatture relative ad operazioni commerciali tra aziende, dal 47% dello scorso anno.
- 1
- 2
- 3
- seguente ›
- ultima »