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Agricoltura, il 67,6% delle aziende colpito da eventi naturali negli ultimi tre anni

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Venerdì, 31 Luglio, 2026 - 08:44
Autore: Gillespie

Tra il 2023 e il 2025 quasi sette aziende agricole su dieci hanno subito almeno un danno causato da eventi naturali. È quanto emerge dalla sesta edizione di AGRIcoltura100, l’iniziativa pluriennale promossa da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzata da MBS Consulting (Gruppo Cerved) su un campione di oltre 3.800 imprese del settore.

Il rapporto evidenzia una crescente consapevolezza delle imprese agricole rispetto ai rischi climatici, ma anche una diffusione ancora limitata degli strumenti di protezione. Gli eventi che hanno provocato gli impatti maggiori sono stati precipitazioni, grandine, tempeste e caldo estremo, che hanno interessato il 40,2% delle aziende. Nel 24,6% dei casi i danni sono stati considerati ingenti.

Tra gli altri fenomeni rilevati figurano alluvioni ed esondazioni, che hanno coinvolto il 17% delle imprese agricole, il gelo e la brina (15,2%), le trombe d’aria e gli uragani (10,4%), oltre a frane e smottamenti (7,7%). Le conseguenze hanno colpito soprattutto le colture, danneggiate dal 92% delle aziende interessate dagli eventi naturali. Una quota significativa ha segnalato anche danni alle infrastrutture aziendali, stress idrico ed erosione del terreno.

Gli effetti degli eventi climatici incidono sulla capacità produttiva e sulla stabilità economica delle imprese nel medio periodo. La percezione del rischio, tuttavia, varia in base all’esperienza maturata direttamente dalle aziende.

Il 51% delle imprese agricole si considera esposto a precipitazioni, grandine e tempeste, mentre il 32,4% indica un rischio legato ad alluvioni ed esondazioni. Circa il 30% riconosce un’esposizione a gelo e brina e quasi un quarto delle aziende segnala il rischio di frane e smottamenti.

La ricerca evidenzia come siano soprattutto le imprese che hanno già subito danni a sviluppare una maggiore attenzione verso questi fenomeni. Tra le aziende colpite negli ultimi tre anni, infatti, oltre il 70% e in alcuni casi oltre l’80% si considera esposto ai principali eventi naturali. Tra quelle che non hanno vissuto conseguenze dirette, invece, la percezione del rischio risulta sensibilmente più bassa.

L’agricoltura rappresenta allo stesso tempo un settore esposto e un elemento fondamentale nella tutela del territorio. Le imprese agricole, che gestiscono circa il 40% della superficie nazionale, contribuiscono alla prevenzione attraverso la manutenzione del suolo e la gestione delle risorse idriche. Circa il 60% delle aziende dichiara di adottare almeno una misura di difesa attiva, dalla manutenzione dei fossi e dei drenaggi alla razionalizzazione dell’irrigazione.

Più contenuto resta invece il ricorso alle coperture assicurative. Il 23,9% delle imprese dispone di una polizza contro i danni da precipitazioni e grandine, il 9,1% contro alluvioni ed esondazioni e l’8,7% contro la siccità. Anche i fondi di mutualità e gli accantonamenti risultano ancora poco utilizzati, sebbene il loro impiego aumenti tra le aziende che hanno già subito danni.

Un ulteriore elemento riguarda la conoscenza del fondo AgriCat, introdotto per offrire una copertura mutualistica di base contro i danni catastrofali. Il 74,8% delle imprese non conosce ancora le caratteristiche dello strumento, mentre tra quelle informate l’80,2% lo considera utile ma non sufficiente, da integrare con altre forme di protezione.

“Il nuovo Rapporto AGRIcoltura100 dedica un approfondimento specifico al rischio climatico in agricoltura, una vulnerabilità diventata ormai strutturale per le imprese del settore che oggi si trovano esposte a rischi idrogeologici senza precedenti”, ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group. “I dati evidenziano una crescente attenzione verso questi temi, ma anche la necessità di continuare a investire nella diffusione di una solida cultura della prevenzione e della gestione del rischio. In questa direzione è fondamentale rafforzare le attività di sensibilizzazione e accompagnare le imprese agricole nello sviluppo di competenze e strumenti adeguati ad affrontare scenari sempre più complessi”.

La crescente frequenza degli eventi naturali rende quindi centrale il rafforzamento della cultura del rischio nel settore agricolo. La combinazione tra prevenzione, strumenti mutualistici e soluzioni assicurative sarà determinante per sostenere la continuità delle imprese e la protezione del territorio.

Tag: 
Agricoltura
Danni climatici
Eventi naturali
Confagricoltura
Reale Mutua

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