
Allianz Partners ridurrà tra 1.500 e 1.800 posti di lavoro in Europa nell’ambito di un piano di riorganizzazione legato all’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi operativi. La conferma è arrivata da Tomas Kunzmann, Chief Executive Officer di Allianz Partners, durante un evento a Monaco di Baviera.
I tagli riguarderanno principalmente attività legate alla gestione delle richieste dei clienti e dei sinistri, con un impatto particolare sui ruoli caratterizzati da un elevato utilizzo dei contact center. Secondo quanto dichiarato dalla società, il piano sarà attuato attraverso accordi di uscita, pensionamenti anticipati e programmi di adesione volontaria, dopo sei mesi di confronto con le rappresentanze dei lavoratori in Spagna, Francia, Germania, Italia e nei Paesi del Benelux.
“Questo potrebbe accadere a ciascuno di noi prima o poi. Le persone che lasceranno l’azienda saranno trattate esattamente nel modo appropriato, con equità”, ha dichiarato Tomas Kunzmann, Chief Executive Officer di Allianz Partners.
Allianz Partners conta oltre 22 mila dipendenti a livello globale, di cui circa 14 mila impegnati nella gestione telefonica di richieste e pratiche. La riduzione annunciata rappresenta circa il 7-8% dell’organico della divisione.
La decisione conferma un cambiamento già in corso nel settore assicurativo, dove l’intelligenza artificiale generativa viene utilizzata per automatizzare attività ripetitive, migliorare la gestione delle pratiche e supportare i processi decisionali. Allianz, in particolare, è considerata tra le compagnie più avanzate nell’adozione dell’AI: nel 2026 il gruppo è stato indicato come primo operatore assicurativo nell’Evident AI Index for Insurance, con oltre 900 casi d’uso registrati all’interno dell’organizzazione.
La trasformazione tecnologica evidenzia tuttavia anche le conseguenze occupazionali del processo di automazione. Le attività maggiormente esposte sono quelle legate alla gestione standardizzata delle interazioni con i clienti, dove strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono intervenire nella classificazione delle richieste, nella traduzione e nella risoluzione di casi ordinari.
Il caso Allianz si inserisce in una tendenza più ampia del comparto assicurativo. Anche altre compagnie stanno rivedendo strutture e processi alla luce delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza operativa e contenere la complessità gestionale.
All’interno dello stesso gruppo, Ludovic Subran, Chief Economist di Allianz, ha invitato alla prudenza sulle aspettative legate agli effetti economici dell’intelligenza artificiale, sottolineando l’incertezza sull’effettivo impatto della tecnologia sulla produttività e sull’economia reale.
La scelta di Allianz Partners rappresenta quindi un passaggio significativo per il mercato assicurativo: l’AI non è più soltanto uno strumento per migliorare servizi e analisi del rischio, ma un fattore destinato a incidere anche sull’organizzazione del lavoro e sulle competenze richieste agli operatori del settore.