
Nel contesto della corsa globale all’intelligenza artificiale, la protezione assicurativa dei data center sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, come evidenziato da un’analisi pubblicata dal quotidiano Les Echos. Il tema si inserisce nella trasformazione delle infrastrutture digitali, dove la crescita degli investimenti e la concentrazione di valore stanno modificando in profondità le logiche di gestione del rischio.
La scala economica di questi asset ha raggiunto livelli tali da avvicinarsi, in alcuni casi, a quelli di infrastrutture energetiche critiche. Questo cambiamento impone agli assicuratori un ripensamento dei modelli di valutazione, in un contesto caratterizzato da minore disponibilità di dati storici e da una crescente complessità tecnica delle strutture.
Sul piano operativo, i data center presentano nuove criticità legate all’evoluzione tecnologica. Sistemi di raffreddamento a liquido, elevata densità energetica e diffusione di batterie su larga scala introducono rischi industriali più articolati rispetto al passato. Jimmy Keime, responsabile globale ingegneria e nucleare di Swiss Re, ha dichiarato: “Gli edifici che compongono i data center non sono più semplici edifici. Devono sopportare carichi maggiori, a causa delle infrastrutture necessarie al trasporto di acqua in pressione ed elettricità. Questo crea nuovi rischi, in termini di incendi e danni da acqua”, evidenziando anche la difficoltà di modellizzare gli scenari di perdita per l’assenza di serie storiche consolidate.
La dimensione del rischio non si limita agli aspetti tecnici. Le infrastrutture digitali sono esposte anche a minacce cyber, rischi fisici e vulnerabilità legate agli eventi climatici estremi. Negli Stati Uniti una quota significativa dei data center si trova in aree soggette a tornado, elemento che incide direttamente sulla concentrazione del rischio e sulle strategie di underwriting.
La localizzazione dei data center è diventata una variabile critica per la sostenibilità assicurativa degli investimenti, con l’esclusione di aree esposte a rischi come alluvioni, corridoi aerei o zone costiere. Il cambiamento climatico complica ulteriormente la valutazione del rischio, anche per l’uso delle proiezioni GIEC, mentre secondo XDI circa il 26% dei progetti in Francia potrebbe risultare ad alto rischio climatico entro il 2026.
Gli assicuratori intervengono sempre più già in fase di progettazione, influenzando scelte strutturali e materiali per ridurre l’esposizione ai sinistri. In parallelo, la capacità assicurativa resta significativa, con coperture che possono arrivare fino a 8,5-10 miliardi di dollari per singolo data center, su valori assicurati fino a 20 miliardi. Resta però centrale il tema della concentrazione del rischio: pochi asset ad altissimo valore aumentano la correlazione tra sinistri e il potenziale impatto sistemico di un singolo evento.