
Il mercato immobiliare spagnolo continua a crescere in controtendenza rispetto alle principali economie dell'Eurozona, ma il modello che sostiene questa espansione potrebbe perdere slancio. È quanto emerge da un'analisi di Coface, gruppo specializzato nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, secondo cui i mutui concessi a condizioni particolarmente favorevoli rischiano di comprimere la redditività delle banche.
A differenza di Francia, Germania e Italia, in Spagna i nuovi mutui presentano tassi inferiori di circa 100 punti base, grazie alla forte concorrenza tra gli istituti e ai bassi costi della raccolta degli ultimi anni. Tuttavia, con la fine dei finanziamenti agevolati della BCE e il progressivo aumento del costo dei depositi, queste condizioni stanno venendo meno.
Il rischio riguarda soprattutto i mutui a tasso fisso di lunga durata, mentre si riduce anche la capacità delle banche di trasferire il rischio attraverso cartolarizzazioni e obbligazioni garantite. Per Coface non si profila una crisi finanziaria, ma una graduale erosione dei margini.
Un eventuale rialzo di 100 punti base dei tassi BCE ridurrebbe del 10-15% il potere d'acquisto dei potenziali acquirenti, frenando compravendite e costruzioni. La carenza di abitazioni, la crescita della popolazione e la domanda estera potrebbero attenuare il rallentamento, ma una minore accessibilità al credito rappresenterebbe comunque un rischio per la crescita economica della Spagna, prevista al 2,3% nel 2026 e all'1,9% nel 2027.