
Secondo una ricerca condotta da Excellence Payments ed Excellence Education, il 57% dei teenager italiani tra i 12 e i 17 anni utilizza strumenti di pagamento digitali, con una percentuale che sale al 66% nella fascia di età 15-17 anni. Nonostante questo, solo il 22% dei genitori opta per una banca tradizionale per il conto intestato ai figli, preferendo soluzioni come PostePay e piattaforme digitali come Revolut e Hype.
Questo fenomeno rappresenta una significativa opportunità persa per le banche tradizionali, che non riescono a conquistare il segmento di clientela più giovane. Infatti, l’offerta teen non solo si rivolge ai giovani correntisti del futuro, ma attrae anche i genitori come nuovi clienti, con il 31% dei genitori che apre un conto per il figlio e successivamente sottoscrive un servizio con lo stesso fornitore.
La ricerca evidenzia che il 74% dei giovani usa carte ricaricabili, mentre il 41% fa acquisti nei negozi fisici con strumenti digitali settimanalmente. Solo il 13% ha strumenti per trasferimenti immediati di denaro tra pari.
Nonostante il ruolo centrale dei genitori nella scelta degli strumenti di pagamento (il 36% dei genitori analizza il mercato prima dell’acquisto), le banche tradizionali sono in ritardo. Solo il 22% dei conti intestati ai minori è gestito da istituti bancari tradizionali, mentre il 40% è affidato a Poste Italiane e il 38% a player digitali. Le banche tradizionali, come Intesa Sanpaolo e UniCredit, si posizionano rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica dei servizi di pagamento più utilizzati.
L’analisi mette anche in evidenza l’importanza del monitoraggio delle spese: il 64% dei genitori che non ha ancora adottato strumenti digitali per i propri figli considera questa funzionalità essenziale, rispetto al 50% di chi già li utilizza.