
I premi assicurativi contro il rischio guerra per le navi in transito nello Stretto di Hormuz sono tornati a crescere dopo il fallimento del cessate il fuoco che aveva accompagnato il memorandum d'intesa siglato a giugno tra Stati Uniti e Iran. La ripresa delle ostilità, con nuovi attacchi contro il traffico commerciale, ha riportato elevata incertezza sul principale corridoio marittimo per il trasporto di petrolio e gas.
Secondo un approfondimento di Insurance Business, gli operatori del mercato assicurativo, nelle settimane successive all'annuncio dei colloqui di pace avevano praticato una graduale riduzione dei premi, che si mantenevano cimunque su livelli superiori a quelli precedenti al conflitto. L'interruzione della tregua ha però invertito rapidamente questa tendenza.
“L'attuale situazione tra Stati Uniti e Iran rappresenta chiaramente un motivo di preoccupazione e anche le dichiarazioni relative al memorandum d'intesa contribuiscono ad accrescere il livello di rischio nell'area. Nelle ultime settimane avevamo assistito a una riduzione dei premi assicurativi applicati ai transiti nello Stretto di Hormuz dopo l'annuncio dei colloqui di pace da parte delle due parti. Pur restando superiori ai livelli precedenti al conflitto, questi ribassi erano stati accolti con favore dall'industria dello shipping”, ha dichiarto Marcus Baker, responsabile globale Marine di Marsh.
Il memorandum d'intesa, sottoscritto nel giugno 2026, prevedeva un periodo di 60 giorni dedicato ai negoziati sulla libertà di navigazione, sul programma nucleare iraniano e sull'alleggerimento delle sanzioni. L'accordo è però durato meno di tre settimane. Dopo gli attacchi iraniani contro tre navi commerciali, gli Stati Uniti hanno colpito numerosi obiettivi militari in Iran. Teheran ha risposto con attacchi missilistici e con droni contro asset statunitensi presenti negli Stati del Golfo, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato conclusa la tregua.
La nuova escalation ha rallentato il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, con il blocco di migliaia di marittimi e una riduzione dei transiti. Parallelamente sono diminuite le richieste di copertura assicurativa, anche se il mercato continua a garantire capacità. Gli assicuratori valutano ogni viaggio singolarmente, con particolare attenzione alla sicurezza degli equipaggi, mentre i premi contro il rischio guerra sono risaliti fino a una forbice compresa tra il 2% e il 6% del valore della nave. Anche l'Organizzazione marittima internazionale ha condannato gli attacchi contro il traffico commerciale, mentre il comparto assicurativo continua a monitorare l'evoluzione della crisi, dalla quale dipenderà la futura stabilizzazione dei premi.