UK
Il ritmo della trasformazione digitale, accelerato dalla pandemia Covid-19 che ha visto le aziende spostare sempre più servizi online, con i dipendenti in smart-working, ha fatto sì che la sicurezza informatica volasse in cima all’agenda delle preoccupazioni del Ceo del Regno Unito.
Nel Regno Unito cambia lo status dei propri autisti che non sono più collaboratori autonomi, ma dei veri e propri dipendenti della società, ai quali spetta una retribuzione mensile, le ferie e la pensione.
Nel Regno Unito MetLife UK ha pagato il 92% delle richieste di indennizzo per polizze di protezione individuale, per un totale di 12,1 milioni di sterline a fine 2020. I dati sui sinistri di MetLife mostrano che negli ultimi dodici mesi la compagnia ha liquidato 14.036 sinistri di polizze di “individual protection”.
La Banca Centrale francese ha fatto i conti con i primi effetti della Brexit e l’abbandono del Regno Unito da parte delle aziende del settore finanziario.
Gli assicuratori rischiano di essere stati eccessivamente ottimisti nello stimare l’ammontare degli indennizzi da pagare a causa del Covid-19 e, secondo la Bank of England, dovrebbero sottoporre a stress-test le loro previsioni.
Nel Regno Unito quasi un assicurato su cinque (19%) ha annullato o ridotto la copertura assicurativa, a causa delle difficoltà finanziarie conseguenti alla pandemia, secondo un recente studio di Premium Credit.
E alla fine le sei compagnie di assicurazioni RSA, QBE, Hiscox, MS Amlin, Argenta e Arch, hanno deciso di non presentare ricorso contro la sentenza della High Court di Londra che, in merito al test case presentato dalla Financial Conduct Authority (FCA) sui mancati indennizzi delle polizze di business interrutption per i casi di interruzione dell’attività dovuti al lockdown, si era pronunciata a favore degli assicurati sulla maggior parte delle questioni chiave.
Nonostante la prospettiva tutt’altro che rosea di dover attraversare un 2021 ancora immersi nelle difficoltà post-pandemia, gli assicuratori britannici mostrano un certo ottimismo sulle prospettive del settore assicurativo, sicuramente uno stato d’animo diverso rispetto al brusco crollo di fiducia di tre mesi fa.
Sette assicuratori del Regno Unito presenteranno ricorso contro la sentenza della High Court di Londra sull’esposto presentato dalla Financial Conduct Authority sui mancati pagamenti dei sinistri di business interruption legati alla pandemia Covid-19.
Le britanniche Royal London Mutual Insurance Society e LV hanno avviato le trattative per una fusione che darebbe vita a una mega mutua.
Nonostante l’Alta Corte di Londra si sia espressa in favore degli assicurati per i mancati pagamenti di sinistri business interruption legati alla pandemia, invitando le compagnie a procedere velocemente agli indennizzi, le compagnie continuano a tenere ben stretti i cordoni della borsa.
La Financial Conduct Authority (FCA) britannica ha dichiarato che intende vietare agli assicuratori l’utilizzo di “loyalty penalties” sulle polizze auto e assicurazioni sulla casa.
Il broker assicurativo britannico Lockton è stato accusato di aver falsificato documenti ed e-mail nel tentativo di fuorviare un cliente e assicurarsi una ricca commissione da Axa UK.
Arag UK ha condotto un sondaggio sul mercato britannico che ha evidenziato che i broker si aspettano nei prossimi mesi un miglioramento qualitativo delle comunicazioni da parte degli assicuratori.
Con la maggior parte dei negozi al dettaglio chiusi a causa del Covid-19, le gli acquisti online sono diventati consuetudine per i cittadini del Regno Unito. Ma maggiore attività online, significa per i venditori un maggior ricorso alle polizze cyber, la cui crescita rappresenta una delle poche voci positive dell’industria assicurativa, secondo un’analisi effettuata dalla società di ricerca GlobalData. In tutto il settore della vendita al dettaglio, la distribuzione online dovrebbe continuare a crescere nell’arco dei prossimi 4 anni, a un ritmo ben più rapido rispetto alle vendite offline.