
Il nuovo Rapporto dell’IVASS sui rischi da catastrofi naturali conferma la crescente esposizione dell’Italia agli eventi climatici estremi e il loro impatto economico. Nel 2024 la raccolta premi per le coperture dei rischi climatici ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, con un incremento di 347 milioni rispetto all’anno precedente e una quota pari al 5,8% dei premi danni lordi complessivi.
Grandine, tempeste e inondazioni rappresentano insieme quasi l’intero mercato, rispettivamente con il 67,8%, il 19,6% e l’11% dei premi. Per il WWF Italia, il dato apre una questione che riguarda anche la distribuzione dei costi della crisi climatica. “Non è accettabile che la risposta alla crisi climatica si traduca prevalentemente in un aumento dei costi a carico dei singoli, mentre gli investimenti pubblici nella prevenzione restano insufficienti”, sostiene l’associazione, secondo cui l’assicurazione deve restare uno strumento di gestione del rischio e non sostituire le politiche di mitigazione, adattamento e tutela del territorio.
Il Rapporto IVASS rileva che oltre l’80% delle compagnie considera materiali i rischi climatici, mentre la rilevanza attribuita ai rischi fisici è salita all’84,7%. Resta ancora ampio, soprattutto nel comparto residenziale, il protection gap.
Nel frattempo, il settore sta modificando i propri modelli: la quota delle imprese danni che utilizza tecniche di modellizzazione e pricing maggiormente coerenti con i rischi climatici è passata dal 7% del 2024 al 33% del 2025. Per il WWF, la prevenzione deve trovare spazio anche nella prossima Legge di Bilancio 2027 2029, con risorse pluriennali destinate alla riduzione delle emissioni, all’adattamento climatico, al contrasto del dissesto idrogeologico e al ripristino degli ecosistemi. “Investire nella transizione energetica, nella natura, nell’adattamento e nella prevenzione oggi significa spendere meno per le emergenze domani”, sostiene il WWF. L’associazione chiede inoltre alle forze politiche, in vista delle prossime elezioni, impegni chiari e verificabili sulla prevenzione e sulla resilienza climatica.